Siria, due milioni in fuga Sms dal rapito in Yemen

MEDIORIENTE. Tragedia umanitaria come in Jugoslavia. Aleppo colpita dai caccia di Assad
I profughi all'estero già 130mila, allarme dell'Onu e della Ue Il carabiniere sequestrato invia un messaggio alla sua fidanzata
01/08/2012
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I segni della battaglia tra le truppe regolari e i ribelli siriani

BEIRUT Ad Aleppo per il quarto giorno ieri ha infuriato la battaglia tra forze governative (che hanno usato anche i caccia bombardieri) e ribelli, che ha provocato altri 68 morti. Di questi, 40 sarebbero poliziotti uccisi in un comando ad Aleppo Sud dai ribelli, che avrebbero fatto anche molti prigionieri. Assaliti anche il palazzo del governatorato e le sedi del tribunale militare e del partito Baath. «La regione di Aleppo sarà presto libera», dichiara al Cairo Haytham al Maleh, un dirigente dell'opposizione: «Sono stato incaricato di guidare un governo di transizione ». Ma l'emergenza è per i civili: «Migliaia di abitanti terrorizzati che non hanno potuto lasciare la città cercano riparo in scuole, moschee ed edifici pubblici», riferisce l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Tra le 250 alle 350 persone sono state trovate stipate all'interno di 32 scuole, mentre circa 7mila civili hanno cercato rifugio nelle residenze universitarie, ha spiegato la portavoce dell'Unhcr Melissa Fleming. Anche la Mezzaluna rossa araba Siriana (Sarc) e altre associazioni ogni giorno registrano circa 300 famiglie di sfollati che hanno bisogno di assistenza immediata. Prosegue inoltre l'esodo dei siriani nei Paesi vicini. In tutto oltre 129.240 rifugiati siriani sono stati registrati in Turchia, Giordania, Libano, Algeria ed Iraq. Gli sfollati interni, che hanno abbandonato le loro case per fuggire agli scontri, sarebbero ormai oltre due milioni. La diplomazia attende il voto di domani all'Assemblea generale dell'Onu di una risoluzione proposta dai paesi arabi che dovrebbe sanzionare il regime di Bashar Assad. La Ue dal canto suo con la commissaria agli aiuti umanitari Kristalina Georgieva avverte: «La Siria sta scivolando verso una tragedia umanitaria su grande scala» che «ricorda» la «ex-Jugoslavia». YEMEN, IL RAPITO STA BENE. Buone notizie invece dallo Yemen, da dove Alessandro Spadotto, il carabiniere italiano rapito a Sanaa, domenica scorsa, è riuscito a inviare un breve sms alla sua fidanzata Giuliana Bizzarro, 24 anni, assicurando che «sta bene». Il militare resta tuttavia nelle mani dei suoi rapitori, nascosto nella provincia di Marib, dove le autorità yemenite lo hanno localizzato, dando prova dell'impegno per «una rapida liberazione» dell'ostaggio, come assicura il ministero degli Interni di Sanaa. Il suo rapitore sarebbe proprio un membro di una delle tribù dell'area, gli Al-Jalal: Ali Nasser Hariqdane, questo il nome dell'uomo che, ricercato per atti di banditismo, avrebbe catturato l'italiano per ottenere dal governo l'immunità e un risarcimento. Ieri un appello alla liberazione di Spadotto è giunto anche dal Comitato olimpico yemenita che, da Londra, ha sottolineato come il rapimento dell'italiano sia «un atto che nessuno può approvare, contrario alle nostre tradizioni».




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