«Intesa sulle riforme, sul voto decido solo io»

I NODI. Napolitano interviene con una nota ufficiale e chiede ai partiti senso di responsabilità
Le Camere non saranno sciolte Il Quirinale deluso per gli appelli caduti nel vuoto e per le intese che non hanno prodotto risultati
31/07/2012
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Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel suo studio al Quirinale

ROMA È deluso il capo dello Stato e preoccupato. Deluso perché i suoi reiterati appelli sulla riforma della legge elettorale continuano a cadere nel vuoto visto che i partiti si sono incartati tra veti e controveti; preoccupato perché sente aria di voto anticipato proprio nel momento in cui il lavoro ai fianchi di Angela Merkel, da parte di Monti, Hollande e Obama, comincia,dà i suoi frutti. Delusione e preoccupazioni Napolitano questa volta le affida ad una nota ufficiale tanto chiara quanto perentoria. «Negli incontri che ho avuto nei giorni scorsi con il Presidente del Senato e il Presidente della Camera», afferma il presidente della Repubblica «abbiamo constatato come a distanza di oltre 20 giorni lo sforzo da me sollecitato con lettera del 9 luglio non abbia purtroppo prodotto i risultati attesi. Altre settimane sono trascorse senza che abbia avuto inizio in Parlamento l'esame di un progetto di legge elettorale sulla base dell'intesa, pure annunciata come imminente da parte dei partiti rappresentanti la maggioranza e aperta al confronto tra tutte le forze politiche». Il capo dello Stato ricorda che «l'ipotesi che avevo prospettato all'inizio di luglio ai Presidenti delle Camere, perchè la ponessero all'attenzione dei Presidenti dei gruppi parlamentari, era quella della formalizzazione di un testo di riforma largamente condiviso, anche se non definito su alcuni punti ancora controversi. Ma nei giorni scorsi anzichè chiarirsi e avvicinarsi, le posizioni dei partiti da tempo impegnati in consultazioni riservate, sono apparse diventare più sfuggenti e polemiche. Debbo dunque rinnovare il mio forte appello a un responsabile sforzo di rapida conclusiva convergenza in sede parlamentare. Ciò» sottolinea Napolitano,«corrisponderebbe con tutta evidenza al rafforzamento della credibilità del paese sul piano internazionale in una fase di persistenti gravi difficoltà e prove». Ma il Quirinale guarda anche con preoccupazione al rincorrersi continuo di voci che parlano di possibili elezioni anticipate e crisi pilotate. Napolitano non presta attenzione a queste voci né intende commentarle ma si limita a ricordare che circa « a ipotesi che appaiono sulla stampa di possibile anticipazione delle elezioni politiche normalmente previste per il prossimo aprile ritengo di dover sollecitare la massima cautela e responsabilità in rapporto all'esercizio di un potere costituzionale di consultazione e decisione che appartiene solo al Presidente della Repubblica». Come a dire che ogni scioglimento delle camere deve passare dal Quirinale e non può essere di pertinenza delle forze politiche. Un monito che sul Colle sperano possa sortire quegli effetti positivi che altri appelli non hanno prodotto.




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