Lavoro, Fini preme ma è sfida Il Pd: prima aiutare gli esodati

LE MISURE. Corsa a ostacoli per la richiesta di Monti di approvare la riforma anche alla Camera entro il 28 giugno
Domani la Fornero illustra al Senato le cifre esatte Un colpo di acceleratore per la spending review Il ministro Patroni Griffi decide sul pubblico impiego
18/06/2012
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Roma, sabato: la manifestazione Cgil-Cisl-Uil per il lavoro e il welfare

ROMA Chiudere la partita entro il 28 giugno per arrivare al Consiglio Europeo con la riforma del lavoro in tasca. Il presidente della Camera Gianfranco Fini scende in campo per una rapida approvazione del provvedimento, messo a punto dal ministro del Welfare Elsa Fornero, raccogliendo gli ultimi appelli del premier Mario Monti e del commissario agli Affari Economici Olli Rehn. Fini insiste sull'urgenza di completare il percorso parlamentare del ddl fermo da un mese a Montecitorio invitando Pdl e Pd a non fare resistenza sui punti qualificanti: «È necessario che, contrariamente a quanto accaduto fino ad oggi, ne condividano la necessità. È solo questione di volontà politica». Per motivi opposti i due partiti puntano invece a correggere il testo licenziato dal Senato. Il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto mette in guardia dallo «stravolgere i lavori parlamentari in materie cosi delicate». Quanto al Pd l'ex ministro Cesare Damiano insiste sulla necessità di mettere mano al problema degli esodati. «È la priorità», aggiunge Enrico Letta. Per sbloccare il muro contro muro interviene il leader del Udc Casini: «Mi auguro che prevalga la responsabilità nei partiti che compongono la maggioranza e che non ci siano disertori di fronte all'esigenza di unità nazionale». La chiave di volta è stata individuata in un decreto per sciogliere il nodo esodati. Dopo la guerra di cifre tra Welfare (65mila) e Inps (390mila), domani la Fornero dovrebbe fornire in Senato il quadro della situazione dei lavoratori che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione. TEMPO DI TAGLI. Un colpo di acceleratore è atteso anche sul versante della spending review che potrebbe affiancarsi alle nuove norme sul lavoro privato e a quelle di raccordo sul lavoro pubblico. In questo caso l'obiettivo è definire uno o più decreti legge entro la data fatifica del 28 giugno. Oggi il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi deciderà il da farsi con i tecnici del Tesoro e della Ragioneria dello Stato. Il piano degli interventi è ambizioso e va dal taglio degli organici delle amministrazioni ai prepensionamenti su cui pesano le preoccupazioni dei sindacati che hanno dato l'altolà, dalla riduzione delle Province all'accorpamento dei Comuni fino alla cura dimagrante per gli enti inutili. Misure da aggiungere a quelle predisposte dal commissario Enrico Bondi che si concentreranno sulla razionalizzazione di beni e servizi. Il traguardo è risparmiare 5 miliardi quest'anno e 8-9 miliardi il prossimo in modo da scongiurare l'aumento delle aliquote Iva al 10% e al 21% a ottobre.




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