Maratona dell'Eurogruppo: una notte per salvare Atene
CRISI ECONOMICA. Riuniti i ministri finanziari. L'Olanda vuole rigore estremo . Verso una troika di controllo permanenteProseguite ad oltranza le trattative per il via ai 130 miliardi in aiuti Ultimi nodi: abbattimento del debito e credito dei privati
BRUXELLES Dopo che anche la Germania e la Finlandia si sono ammorbidite, e che l'Olanda è rimasta sola a sostenere il rigore estremo con la Grecia, sono continuate nell'Eurogruppo a Bruxelles, durante la notte e alla presenza del premier italiano Mario Monti, i negoziati sul secondo piano di aiuti alla Grecia fra i ministri finanziari dell'Eurozona. Ieri sera tutto sembrava puntare verso il salvataggio di Atene: l'Eurogruppo, riunito dal pomeriggio assieme al premier greco Lucas Papademos, era chiamato a dare il via libera agli aiuti salvando Atene giusto in tempo, perché per evitarle il default a marzo i fondi devono arrivare entro mercoledì. Ma l'Eurozona, che non si fida di Atene, è pronta a piazzare nel Paese una troika Ue-Bce-Fmi permanente e a creare un conto bloccato dove i greci verseranno gli interessi sul loro debito. Inoltre ieri si è riaperata la trattativa con i creditori privati, a Bruxelles anch'essi, per convincerli a sostenere perdite più elevate per coprire il nuovo «buco» nei conti greci. «L'obiettivo è un accordo in serata», aveva detto il ministro tedesco delle Finanze Schaeuble, dissipando i dubbi sulla volontà dei Paesi del Nord di buttare la Grecia giù dal carro dell'Eurozona. «Nessuno vuole spingerla fuori dall'Euro», ha rassicurato il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker. Tutti riconoscono gli sforzi del Paese («molto importanti» li ha definiti il direttore del Fmi, Christine Lagarde) e vogliono mettere fine ad una situazione che da mesi destabilizza l'Eurozona. Le condizioni poste dall'Europa sono «tutte soddisfatte», ha spiegato il ministro greco delle Finanze, Evangelos Venizelos, che si aspettava «trattative fino all'ultimo» ma con un via libera ai 130 miliardi di euro: i tagli da 3,3 miliardi di euro ci sono, così come le rassicurazioni scritte dei capi dei partiti. Papademos, a margine dell'Eurogruppo, ha riaperto solo l'accordo con i privati sulle perdite dopo lo swap dei bond greci, per chiedere loro più sforzi. Il rapporto della troika sulla sostenibilità del debito spiega che, nonostante i tagli, non si raggiungerà il target fissato per il debito che dal 160% di oggi deve scendere al 120% entro il 2020. Si arriverà solo al 129%, e l'Eurogruppo deve trovare il modo di colmare la differenza. Ma senza metterci un'euro in più. Di qui il protrarsi delle trattative. Varie le ipotesi in gioco, oltre quella che chiede più sforzi ai privati: una coinvolge i partner dell'Euro, che potrebbero abbassare i tassi sui loro prestiti alla Grecia, un'altra chiama in causa la Bce che però deve ancora trovare il modo di aggirare il divieto di finanziare direttamente lo Stato. Un modo potrebbe essere generare plusvalenze con lo scambio di titoli tra banche centrali, da riversare alla Grecia. Altra ipotesi: chiedere alle banche nazionali di sostenere perdite come i privati. Ma l'Eurozona guarda, e spera, anche nel Fmi. Che però non sembra intenzionato a fare uno sforzo in più. Questo mentre tutti vogliono essere certi che Atene rispetti il programma in futuro.
Tweet Segui @GiornaleVicenza
1 gelateio 21/02/2012 19:32 1107 commenti
Somme da capogiro, chi poi controlla ,un lavoro che durera fino al pensionamento