Il premier a Piazza Affari: «Più aziende quotate, nessuna nuova manovra»
La competitività del Paese, l'importanza della Borsa ma anche l'invito alle banche a far la loro parte per la ripresa sostenendo, col credito, le imprese. È ruotato attorno a questi temi il confronto che Monti ha avuto prima con una ventina di top manager e banchieri a Piazza Affari, e poi nell'incontro con gli esponenti della comunità finanziaria. La Borsa italiana «è una delle ricchezze del nostro sistema: il numero delle società quotate è ancora inferiore rispetto alle altre realtà europee», ha detto Monti parlando nella sala delle grida. «Una Borsa con un numero più alto di imprese quotate può dare un contributo fondamentale per la crescita». Per Monti, reduce dalle trasferte nella City e a Wall Street, «non ci sarà bisogno di una nuova manovra perché sono incorporati margini di prudenza». Monti, che più volte è tornato a confermare che «al più tardi a marzo» 2013 finirà il governo dei professori, ha anche annunciato di voler «rendere la vita più semplice ai contribuenti onesti» attraverso il gettito proveniente dalla lotta dell'evasione. E ha detto che venerdì il Consiglio dei ministri esaminerà il pacchetto di semplificazioni fiscali. Da Monti arriva una stoccata a ciò che va di moda chiamare «poteri forti»: «È bello che ci siano crociate contro i privilegi della casta», dice; ma «siamo ben lontani da realizzare quello che andrebbe fatto, ma qualcosa è stato fatto» anche se «il numero delle auto blu resta sconfinato. Dispiace andare contro la nozione elegante e piacevole di salotto buono, ma pensiamo che in passato abbia qualche volta tutelato il bene esistente e consentito la sopravvivenza un po' forzata dell'italianità di alcune aziende, impedendo la distruzione creatrice schumpeteriana e non sempre facendo l'interesse di lungo periodo», è stato il pensiero del presidente del Consiglio.
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