Sulle liberalizzazioni, guerra di tutti contro tutti E scioperano i trasporti

«FASE DUE». Bus, treni, aerei fermi l'1 marzo, protestano Cgil, Cisl e Uil
Audizioni al Senato: gli agenti attaccano le assicurazioni, le banche se la prendono con l'Abi
04/02/2012

ROMA Monti aveva detto che le liberalizzazioni avrebbero disturbato un po' tutte le categorie e che proprio in questo stava l'equilibrio del decreto. Ma le categorie non sono disponibili a fare la propria parte, ed ecco che nelle audizioni alla commissione Industria del Senato è andato in scena lo scontro tra agenti e assicurazioni, tra queste e le banche che a loro volta attaccano, mentre le associazioni dei consumatori sono partite lancia in resta chiedendo liberalizzazioni ancora più incisive in tutti i campi. Ad aprire la serie degli incontri con la commissione che poi dovrà esaminare il decreto, è stato il sindacato degli agenti assicurativi (Sna) che ha attaccato le compagnie assicurative, principali responsabili di «un mercato immobile» che provoca «tariffe molto elevate». La soluzione? L'aumento degli agenti plurimandatari, «obbligando» le assicurazioni a rilasciare il mandato all'agente che ne fa richiesta. Netta chiusura a questa richiesta dal presidente dell'Ania Aldo Minucci. A scatenare la guerra contro le banche è stato invece Giancarlo Giannini, presidente dell'Isvap, cioè l'Autorità che vigila sulle banche. Oggetto delle dure critiche la prassi delle banche di obbligare i clienti che contraggono un mutuo per la casa a acquistare anche una polizza assicurativa, facendo lievitare i costi reali del mutuo. Per evitare il conflitto di interessi, spiega Giannini, occorre «introdotto il divieto per le banche di assumere contemporaneamente la qualifica di distributori delle polizze e beneficiari delle stesse». L'Abi replica che la polizza obbligatoria è una tutela del cliente. E intanto, tutto il settore dei trasporti si fermerà giovedì primo marzo per quattro ore. I sindacati di categoria - Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti - unitariamente hanno proclamato lo sciopero generale del comparto. E lo hanno fatto inviando una lettera a Monti, alla Fornero e a Passera e alla commissione di garanzia sullo sciopero denunciando «la grave condizione dei trasporti nel Paese, ulteriormente aggravata dalle decisioni del governo».




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