Scintille Pd-Pdl sulle toghe Bersani da Napolitano

RESPONSABILITÀ. «È incostituzionale», verso modifiche al Senato
04/02/2012
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Pier Luigi Bersani

ROMA La norma sulla responsabilità civile dei magistrati, votata giovedì dalla Camera all'interno della legge comunitaria, potrà essere modificata al Senato, ma non cancellata. Nel centrosinistra non si fanno illusioni. I capigruppo di Pd e Udc al Senato, Finocchiaro e D'Alia, parlano solo di «cambiamenti»: a Palazzo Madama, i numeri lasciano pochi spazi di manovra: il rinsaldato asse (almeno sulla giustizia) Pdl-Lega ha 153 parlamentari (128 più 25); poi ci sono i 12 «Coesione nazionale» di Viespoli. Il totale è 165 senatori, più della maggioranza dell'assemblea (315). «Lavoreremo per cambiare la disposizione», dice la Finocchiaro. È roba «incostituzionale, inopportuna e intimidatoria nei confronti dei giudici». Affronteremo nel merito la questione, avverte D'Alia, partendo dal presupposto che «il testo così com'è non ci piace». Sulla stessa linea il guardasigilli Paola Severino che sta lavorando a un emendamento correttivo. Ma con quali numeri? Nell'Idv, infatti, (come si è capito dalla conferenza stampa di Di Pietro contro la norma «anti-toghe») si conta sulla Consulta o su Napolitano. La capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti ribadisce l'incostituzionalità del provvedimento e ricorda che l'Europa ci chiede una «responsabilità piena dello Stato», e non la possibilità di prendersela direttamente con il giudice. Se l'emendamento leghista diventa legge, «creerà un contenzioso a catena che intaserà la giustizia e si creerà un clima di timore intorno al giudice». I magistrati si convocano il 7 febbraio per decidere il da farsi. «Auspico che l'emendamento venga tolto di mezzo», dice il presidente dell'Anm Luca Palamara; altrimenti, l'ipotesi dello sciopero non è da escludere. Dopo l'incidente, i tre principali partiti della maggioranza ribadiscono piena lealtà al governo di Monti, che definisce la maggioranza «ampia, ma evanescente». Intanto, però, si alzano i toni fra Pd e Pdl, e Bersani, ieri da Napolitano, ammonisce i berlusconiani: non potete dichiararvi leali e poi rifare vecchie maggioranze. La cena dell'altra sera a palazzo Chigi con Alfano, Bersani e Casini ha rassicurato Monti, e il Cavaliere augura al Professore di riuscire addirittura a riformare la Costituzione. E per il centrista Casini, «è stata una serata importante».




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