Giudici e responsabilità civile: Lega e Pdl battono il governo

GIUSTIZIA/2. L'emendamento del Carroccio passa col voto segreto, berlusconiani soddisfatti
Le toghe pagheranno personalmente gli errori? Primo sì della Camera Al Senato sarà battaglia
03/02/2012
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L'aula di un tribunale

ROMA Al secondo tentativo la Lega riesce a far passare all'interno della legge comunitaria, in un'aula piena di assenti (non votano in 124), la norma sulla responsabilità civile dei magistrati: quella che prevede la responsabilità diretta delle toghe anche per la violazione manifesta del diritto, oltre che per i casi di dolo e colpa grave (già previsti dalla legge dopo il referendum dell'87). La Camera approva infatti con 264 sì, 211 no e un astenuto l'emendamento del deputato del Carroccio Gianluca Pini: lo stesso che aveva tentato, ma invano, identico blitz l'anno scorso. L'Idv insorge, si appella al Colle, convoca una conferenza stampa in cui Di Pietro e i capigruppo dicono che esiste «una P2 parlamentare» (una maggioranza trasversale anti-magistrati) e grida alla «vendetta» della «casta» contro le toghe. Il Pd parla di norma «incostituzionale», di nuovo «asse Lega-Pdl» e il capogruppo Dario Franceschini chiede l'intervento del governo per cambiare la norma. Il guardasigilli Paola Severino (la cui assenza in aula è notata da molti democratici) si augura che «al Senato si possa discutere qualche miglioramento». La magistratura, invece, annuncia barricate: l'Anm parla di «ritorsione» e «mostruosità giuridica»; le correnti di Unicost e di Mi, con un appello on-line, chiamano allo sciopero. L'emendamento, che secondo Pini «recepisce la sentenza della Corte di giustizia europea», aveva ricevuto il parere contrario del governo e del relatore, ed era stato oggetto di una sorta di trattativa tra terzo polo, Pdl e governo. In una riunione convocata di prima mattina, infatti, alla presenza, tra gli altri, del presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno (Fli), di Roberto Rao (Udc), del capogruppo Pdl in commissione Enrico Costa e del governo, era stato siglato un «patto»: i berlusconiani avrebbero detto no alla norma «anti-toghe» e in cambio si sarebbe messo a punto un ordine del giorno che impegnava il governo ad affrontare il tema della responsabilità civile dei magistrati in un disegno di legge da presentare in tempi «rapidissimi». L'ordine del giorno viene scritto e firmato, tra gli altri, da Buttiglione (Udc), Ferranti (Pd) e Costa. Ma non basta. Poco prima del voto, i berlusconiani rinunciano a intervenire in aula, sapendo che sarebbe stata «una battaglia persa». Sono anni, dice Costa, che «tentiamo di far mettere il tema all'ordine del giorno della commissione, ma non ci siamo mai riusciti». E invece, al riparo del voto segreto, la norma passa con almeno 34 voti del centrosinistra. Per l'Idv «i traditori» sono 64, per l'Udc Casini, 60. Per Bersani, il Pdl è ricorso a un «vecchio trucco» e ora il governo dovrà «vedersela» con loro. «Gli attacchi del Pd», replica Cicchitto, «sono ingiustificati»; il Pdl, sostiene Costa, «ha lasciato libertà di voto». Per Alfano, «chi sbaglia paga, anche i magistrati». Alla fine, la Comunitaria passa con il solo no Idv. Ma se la norma non verrà tolta, avverte Rosi Bindi, al Senato il Pd dirà no all'intero disegno di legge. Ma a Palazzo Madama, si ricorda nel Pdl, la maggioranza dei numeri «è ancora nostra e della Lega».




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