«Afghanistan, no a guerra senza fine»

BRUXELLES. Il presidente frena l'ottimismo del suo ministro Panetta. La Nato ribadisce: «Tutto come da programma»
Obama rimane tuttavia prudente su un possibile anticipo della transizione dall'anno 2014 al 2013
03/02/2012
Zoom Foto
Donna afghana con la figlioletta in un cimitero innevato di Kabul

BRUXELLES Barack Obama è contrario a una «guerra senza fine» in Afghanistan. Ma la Casa Bianca rimane prudente su una possibile accelerazione della transizione entro la fine del 2013, e non più del 2014. A segnalare la nuova scadenza è stato il segretario della Difesa americano, Leon Panetta, che, durante viaggio verso Bruxelles per partecipare alla ministeriale Difesa della Nato, ha espresso la «speranza» che le forze Isaf possano passare nella seconda metà del 2013 «dal ruolo di combattenti a quello di istruttori, consiglieri e fornitori di assistenza». Immediata la precisazione del portavoce della Casa Bianca Jay Carney: quella di Panetta stata «una valutazione di ciò che potrebbe avvenire» nell'ambito del trasferimento della guida della sicurezza alle forze afghane entro il 2014 «e entro questo arco di tempo la transizione avrà luogo». Nessuna accelerazione, dunque. E soprattutto, nessuna decisione concreta. Le parole di Panetta sono state in ogni caso accolte con sorpresa e qualche imbarazzo al quartier generale dell'Alleanza, anche perchè giunte a pochi giorni dall'annuncio del presidente Nicolas Sarkozy sul ritiro anticipato delle truppe francesi a fine 2013. Fonti hanno riferito che lo stesso Panetta, durante le discussioni con i partner, ha tenuto a precisare il senso delle sue parole. Il ministro della Difesa italiano, Giampaolo Di Paola, ha dichiarato che «Panetta ha detto che a fine 2013 ci sarà un passaggio delle forze Isaf da funzioni di leadership a funzioni di supporto, che però implicherà anche funzioni di combattimento». Nelle parole di Panetta «non c'è nulla di nuovo», ha detto il segretario della Nato, Anders Fogh Rasmussen: «Restiamo fermi sulle decisioni assunte al vertice di Lisbona, che restano i pilastri della nostra strategia». La tabella di marcia concordata prevede il passaggio completo della responsabilità della sicurezza in mani afghane entro fine 2014.




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