Tanti studenti in corteo Oggi i dipendenti pubblici
Decine di sveglie sono suonate all'alba di ieri davanti a Palazzo Chigi. Un blitz di studenti ha dato il via alla giornata di cortei e manifestazioni organizzate in novanta città italiane, «portando delle sveglie a questo governo, per dire che la loro ora ormai è arrivata, questa generazione non vuole che si perda altro tempo». Gli studenti - più di 150 mila secondo la stima della Rete degli studenti - sono scesi nelle piazze «non solo per opporci alla distruzione targata Gelmini», si legge in una nota, «ma anche con tante proposte e idee per cambiare la scuola pubblica». Nella capitale gli studenti, oltre duemila, hanno bloccato il centro storico, deviando continuamente dal loro percorso. La tensione è salita quando, sul Lungotevere, si sono trovati la strada interrotta dai mezzi della polizia: i ragazzi hanno cercato di forzare il blocco camminando a mani alzate. Poi hanno dato lanciato palloncini pieni di vernice colorata e, infine, hanno fatto dietrofront raggiungendo viale Trastevere, sede del ministero dell'Istruzione. Alla stazione Ostiense un'auto blu è stata assaltata con calci e sputi, bloccata per alcuni minuti dai manifestanti infine è riuscita a uscire dal corteo. Decine i manifestanti identificati dalla polizia dopo l'occupazione della stazione ostiense. A Milano, lanci di uova e vernice contro le vetrate di alcune banche e di un ufficio dell'agenzia di rating Moody's. Alcuni studenti hanno proseguito la marcia fino alla sede della Regione, dove hanno cercato di forzare un cordone di carabinieri. Sono volati spintoni e qualche manganellata. Un gruppo di ragazzi ha simbolicamente chiuso la sede di Bankitalia a Milano con nastro a strisce rosse e bianche. L'operazione è stata condotta in contemporanea con le città di Roma, Napoli e Genova.
E oggi tocca ai dipendenti del pubblico impiego: «Oltre trecentomila dipendenti in meno tra il 2008 e il 2013: è questo», spiegano alla Cgil Funzione pubblica, «l'obiettivo annunciato dal governo e dal ministro». Per il sindacato, «gli strumenti preferiti sono l'uscita anticipata e l'accanimento verso i precari. Si decidono norme sbagliate e si programmano futuri interventi sulle pensioni per incentivare la fuoriuscita».
Giovedì, sempre a Roma, al grido di «La sanità non si tocca», protesteranno i sindacati di medici, veterinari, dirigenti sanitari, amministrativi, tecnici e professionali che operano nel Servizio sanitario nazionale.
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