A Kabul un futuro incerto tra la violenza e il riconteggio dei voti
Stop alle operazioni militari. Per tutta la giornata di oggi i soldati afghani e le truppe internazionali non ingaggeranno i talebani in combattimento rispettando la giornata mondiale della Pace. La direttiva emanata dal ministro della Difesa Abdul Rahim Wardak e dal generale americano Stanley McChrystal, che guida la coalizione Isaf e l'operazione Enduring Freedom, esclude però le azioni difensive: i soldati potranno rispondere al fuoco se attaccati dai guerriglieri islamici. Un segnale ulteriore della volontà di concentrare gli sforzi più sulla popolazione che sui guerriglieri, facendo della sicurezza dei villaggi e dei civili locali la priorità. Quarantotto ore dopo l'attentato di Kabul, che ha falciato sei paracadutisti italiani della Folgore e una quindicina di civili facendo segnare il punto più alto dell'offensiva estiva dei talebani, i vertici militari continuano ad interrogarsi sulla diversa strategia d'esecuzione, impegno e determinazione e sul maggior sforzo d'unità sollecitato da McChrystal.
Il presidente Hamid Karzai tenta di rafforzare la propria posizione. Ieri per la festa dell'Aid el-Fitr, che segna la fine del ramadan, ha lanciato un appello alla pace. Sul fronte elettorale, la commissione dell'Onu ha ordinato un parziale riconteggio del 10% delle schede scrutinate. La dote dei consensi è sufficiente per riaprire la contesa elettorale privando Karzai della maggioranza assoluta ed obbligandolo al secondo turno. I tempi però sono strettissimi. Per consentire lo svolgimento del ballottaggio nella terza settimana di ottobre, la commissione ha due settimane per concludere le verifiche.
