Scuola pubblica, Pd e Fli attaccano Berlusconi
LO SCONTRO. Opposizione e mondo dell'istruzione insorgono dopo l'invettiva del CavaliereBersani: «Schiaffo inaccettabile» E chiede: la Gelmini si dimetta Il premier: «Sono stato frainteso» Bindi: «Lui non parli di famiglia»
ROMA
Le affermazioni del premier Berlusconi contro gli insegnanti della scuola pubblica fanno insorgere tutte le opposizioni che si schierano a difesa della scuola statale. Il segretario Pd Pier Luigi Bersani si scaglia anche contro il ministro dell'Istruzione: non difende la scuola pubblica, «dovrebbe dimettersi».
Il premier, che sabato dal congresso dei Cristiano riformisti aveva accusato gli insegnanti di inculcare «principi diversi da quelli delle famiglie», incurante del fatto che il suo discorso è stato visto su tutti i telegiornali, ha risposto che le sue parole «come al solito sono state travisate e rovesciate dalla sinistra alla ricerca di polemiche infondate, strumentali e pretestuose. Io ho solo denunciato l'influenza deleteria dell'ideologia». Berlusconi ha anche ricordato la riforma avviata dal governo «proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignità a tutti gli insegnanti».
«Chi vuol leggere nelle parole del premier un attacco alla scuola pubblica è figlio dell'erronea contrapposizione tra scuola statale e paritaria» ha aggiunto la Gelmini. «Per noi la scuola, sia statale sia paritaria, è un'istituzione pubblica, cioè al servizio dei cittadini». E a Bersani: «Si rassegni, la scuola non è proprietà privata della sua parte politica». Ma Bersani insiste: «Il premier ha insultato gli insegnanti della scuola pubblica. È uno schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre più difficili dal governo». E il capogruppo Pd alla Camera Dario Franceschini ha lanciato su Twitter la proposta di una grande manifestazione di piazza, e per domani il Pd ha organizzato un sit-in davanti a Palazzo Chigi.
Anche per il Fli, «il centrodestra non può screditare così il grande patrimonio educativo della nostra scuola e il popolo di insegnanti sottopagati che ogni giorno forma i nostri figli» ha detto il vicepresidente Italo Bocchino. «Il Fli sta dalla parte della scuola pubblica, senza nulla togliere alla scuola privata». Durissimi i commenti di ItaliaFutura, l'associazione di Luca Cordero di Montezemolo: «Chi parla di bunga bunga lasci stare la formazione dei giovani». Dello stesso avviso la presidente del Pd Rosy Bindi: «Chi conclude gli incontri politici inneggiando alle sue indicibili abitudini notturne, non è degno di pronunciare la parola famiglia».
Per il leader di Sel Nichi Vendola, il Paese deve investire nella scuola «perché è il cuore della crescita economica», mentre secondo Di Pietro, dalla riforma Gelmini «sono arrivati solo ingenti tagli con la precisa volontà di smantellare il sistema scolastico». Un diluvio di critiche è arrivato anche da associazioni di studenti e insegnanti e dai sindacati. A tutti ha risposto Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: «È singolare come Fli, ex maggioranza, e l'opposizione, si trovino pronti nello strumentalizzare le frasi del premier. Secondo noi, i cittadini devono essere messi nelle condizioni di potere scegliere».
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