Monito dal Colle: «Occuparsi dell'economia»

IL CAPO DELLO STATO. Un invito all'esecutivo
Napolitano: c'è febbre politica, ma verso un'evoluzione benigna
02/09/2010
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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ieri a Venezia

VENEZIA
Nessuna interferenza durante la messa a punto e l'esame parlamentare dei disegni di legge, processo breve compreso, e nessuna intromissione nel dibattito politico: Napolitano rivendica l'autonomia del ruolo che la Costituzione gli attribuisce. Il Capo dello Stato, in visita privata a Venezia dove si è inaugurata la mostra del Cinema, coglie anche l'occasione per lanciare un nuovo appello alla politica: «Si concentrisull'economia». Invito che trova il plauso bipartisan: le opposizioni vi leggono un monito al governo intento a occuparsi, accusano all'unisono, solo dei problemi del premier, mentre la maggioranza si dice convinta che sia un utile sprone a continuare sulla strada intrapresa in questi due anni.
La presa di distanza del Capo dello Stato non vuol dire certo che non sia attento a quello che accade nel governo, tra gli schieramenti e in Parlamento: «Ho già detto che non faccio previsioni. Quando accade qualcosa che coinvolga le mie decisioni allora rifletto e adotto e motivo le decisioni». E attualmente «non c'è che da leggere quello che viene detto: i tremila punti interrogativi che a un certo punto si scioglieranno, cercando di non confondersi quotidianamente troppo le idee». Il desiderio di restare in disparte evitando di essere tirato per la giacca dalle varie forze in campo non impedisce però a Napolitano di mostrare dell'ottimismo: «Siamo nella febbre politica», ma «si va verso una evoluzione più benigna». E nessun commento diretto arriva sul nodo principale dell'agenda politica dell'esecutivo, vale a dire il disegno di legge sul processo breve: il Presidente rimanda alla 'lezionè del ddl sulle intercettazioni quando si è riservato una valutazione sul testo finale, in base alle sue prerogative, ma ricorda anche l'iter tormentato del testo che a causa delle polemiche all'interno della maggioranza e nella società civile è finito tra l'altro su un binario morto.
Napolitano comunque si dice convinto che al centro dell'azione dell'esecutivo e delle Camere dovrebbe esserci l'economia. Non solo c'è la Finanziaria da varare, ma soprattutto «bisogna verificare qual è l'andamento della congiuntura» e porsi «il problema di come si muove l'Europa in quanto soggetto unitario». Le opposizioni polemizzano contro l'esecutivo: «Si lascino perdere priorità che tali non sono come il processo breve», afferma il vicesegretario del Pd Enrico Letta, «e ci si concentri sull'economia». E se non «si è capaci», aggiunge il leader dell'Idv Di Pietro, «allora si vada a casa». La politica «torni a occuparsi con forza», invita Cesa (Udc), «della crisi che sta colpendo le famiglie, le imprese e i lavoratori».