Nodo sicurezza, Frattini in Libia L'Idv: «Affari, il Cavaliere spieghi»

VERTICE INTERNAZIONALE. Ancora polemiche per lo show romano
02/09/2010
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Gheddafi con il ministro Frattini

TRIPOLI
È giunto ieri a Tripoli, per partecipare alla riunione informale del foro dei Paesi del Mediteranno che fanno parte del Dialogo 5+5. Il ministro degli Esteri Frattini, il giorno successivo alla chiusura della visita in Italia del leader libico Gheddafi, è volato in Libia, presenti i rappresentanti, degli altri Paesi del Mediterraneo, per affrontare temi quali la sicurezza nazionale, l'immigrazione clandestina, la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Punto centrale dell'incontro saranno le azioni di contrasto all'immigrazione clandestina, con la Commissione Ue che lavora per «migliorare la cooperazione» tra l'Ue e la Libia e che ha «preso nota» della richiesta avanzata dal raìs: cinque miliardi di euro annui per arginare l'immigrazione dall'Africa verso l'Europa, richiesta che Frattini ipotizza possa essere discussa in occasione del prossimo vertice euro-africano. Un portavoce di Bruxelles ha ricordato che «sulla gestione dei flussi migratori l'Ue ha già impegnato circa 50 milioni in progetti con Tripoli».
E continua la coda di polemiche successive alla due giorni romana del Colonnello. Il quotidiano della Cei, Avvenire, chiede «rispetto e onore per i sentimenti più profondi delle popolazioni» e «per una religione che ha costruito storia e civiltà». Un gruppo di senatori del Pd hanno invece chiesto al presidente della Commissione Diritti Umani di promuovere - e al presidente del Senato di autorizzare - una delegazione ai «campi di concentramento» libici riservati ai migranti per verificare lo stato delle persone trattenute. E Donadi (Idv) chiede: «Berlusconi deve venire in Aula a riferire sui suoi rapporti d'affari con Gheddafi. L'Italia è stata offesa e il silenzio del premier la umilierebbe».