Antonveneta, per Brancher c'è la condanna
EX MINISTRO. Verdetto a Milano sul parlamentare veronese del PdlRicettazione e appropriazione indebita: 2 anni I suoi avvocati: «Dimezzati i capi d'imputazione, ora in Appello, il deputato vuole uscirne pulito»
MILANO
A meno di un mese dalle dimissioni da ministro annunciate nell'aula della quinta sezione penale del tribunale di Milano, ieri, in quella stessa aula, Aldo Brancher è stato condannato a due anni di carcere e a quattro mila euro di multa relativi a uno dei tanti capitoli della vicenda sulla tentata scalata ad Antonveneta. È arrivato il verdetto di Anna Maria Gatto, il giudice che ha processato con rito abbreviato il parlamentare veronese del Pdl, imputato per ricettazione e appropriazione indebita, reato quest'ultimo di cui è anche accusata la moglie Luana Maniezzo. La sua posizione è stata stralciata per incompetenza territoriale e per lei il dibattimento proseguirà (con rito ordinario) a Lodi. È bastata un'udienza in cui hanno discusso accusa e difesa, e poco più di due ore di camera di consiglio, per chiudere, in primo grado, un procedimento finito al centro delle polemiche.
Polemiche per il tentativo di Brancher, ministro senza portafoglio per 17 giorni, di far valere il legittimo impedimento e far slittare il processo in autunno. Invece, dopo la bufera politica, ieri è arrivata una condanna a due anni, sebbene coperta da indulto, Brancher è stato assolto da due dei quattro episodi di ricettazione che gli sono stati contestati, ed è stato condannato anche per i due episodi di appropriazione indebita. Una sentenza che ha portato i suoi difensori, gli avvocati Filippo Dinacci e Pier Maria Corso, ad affermare che «sono stati dimezzati i capi di imputazione»: «Il processo si fonda su tre gradi di giudizio e riteniamo che in appello anche questa parte residua possa essere risolta». La decisione di primo grado verrà impugnata anche perché, ha aggiunto Corso, «Brancher vuole uscire pulito da questa vicenda e a nostro avviso ci sono gli elementi perché ciò possa accadere». Il difensore ha osservato che il processo si è basato soprattutto sulle dichiarazioni dell'ex ad di Bpi, Giampiero Fiorani, e che «la decisione conferma che non tutte le sue affermazioni sono condivisibili tanto è che l'ex ministro è stato assolto da due capi di imputazione».
L'ex ministro, avvisato della sentenza di condanna, e che non si sarebbe capacitato dell'esito, ieri ha preferito non essere in aula. Un'assenza voluta, come ha scritto in una nota al giudice, per tutelare sè stesso e i suoi familiari da «indebite divulgazioni»: «Avrebbe voluto essere presente per potersi difendere», ha precisatoDinacci, «ma la situazione è tale che il costo per la sua famiglia sarebbe stato talmente elevato che ha preferito non essere qui».
Ora si attendono le motivazioni della sentenza. Uno degli episodi per cui Brancher è stato condannato riguarda la ricettazione di 200mila euro recapitati da Fiorani all'allora parlamentare in una busta il 31 marzo 2005. Per tale vicenda venne indagato anche l'attuale ministro Roberto Calderoli, la cui posizione però è stata archiviata.
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