«C'è questione morale» Monito di Fini, Pdl diviso

IL GOVERNO E LA GIUSTIZIA. Il premier precetta i suoi deputati in agosto: al lavoro sul partito
L'ex di An invoca: «Serve intransigenza». Alfano difende Caliendo Berlusconi: nessuna trattativa. D'Alema: c'è corruzione da Anni '90
22/07/2010
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Roma: il presidente della Camera Fini alla cerimonia del Ventaglio

ROMA
Intransigenza sulla questione morale. L'invito al Parlamento ad eleggere entro il mese i componenti laici del Csm. Intercettazioni e la ripresa del dialogo sulle riforme. Di questo ieri, mentre non si placa la bufera sull'inchiesta sulla cosisddetta P3, ha parlato il presidente della Camera Fini durante la tradizionale consegna del Ventaglio. Sul fronte giustizia, ha detto: «Auspico che entro il 31 luglio il Parlamento elegga gli otto membri laici del Csm. Se non lo fa darebbe uno scarso esempio di democrazia». E poi la questione morale: «Esista. E bisogna essere drastici nel ribadire che se vogliamo che la politica sia in sintonia con la società, nei confronti di comportamenti che sono scarsamente in sintonia con l'etica pubblica e con il rispetto delle regole del vivere civile, la politica deve essere intransigente». Posizione condivisa anche dai vescovi italiani. Ieri in un editoriale il quotidiano Avvenire, si è detto convinto che non si è di fronte «a un piagnisteo» e che non si può ridurla alla dimensione «di quattro mele marce».
IL GOVERNO BLINDA CALIENDO. Alla Camera, intanto, il governo ha difeso il sottosegretario alla Giustizia Caliendo - finito nella bufera (ma non indagato) sulla cosidetta «loggia segreta», e su cui pende la richiesta di una mozione di sfiducia da parte delle opposizioni. In Aula il Guardasigilli Alfano, ha sostenuto la «piena correttezza dell'operato» di Caliendo: «Non prendiamo neppure in considerazione l'ipotesi che il sottosegretario abbandoni il suo posto o che non si occupi più delle intercettazioni». Ma Belisario (Idv) attacca: «Caliendo si dimetta. È gravissima la responsabilità politica di un sottosegretario alla Giustizia che ha preso parte a riunioni segrete per influenzare decisioni politiche, nomine, processi e per provare a condizionare il voto della Corte costituzionale sul lodo Alfano».
L'ATTACCO DI D'ALEMA. «Berlusconi ha riportato il Paese agli standard di corruzione della vecchia Italia, della prima Repubblica», ha attaccato ieri sera D'Alema, commentando l'inchiesta P3: «Intorno al potere berlusconiano emerge una rete di interessi, una rete affaristica che appare come un vero e proprio sistema di potere», ha denunciato il presidente del Copasir. «Siamo di fronte ad una grande crisi nazionale e il fallimento della destra rischia di portare con sè il destino degli italiani. Senza una nuova battaglia sociale tra qualche anno potrebbe essere tardi».
INDAGINI CSM. Il vice presidente del Csm, Mancino, ha preso invece posizione sui magistrati coinvolti nella vicenda P3. Ha ammesso che la questione è grave ma non deve influenzare l'attività della magistratura: «Gli ultimi avvenimenti gettano un cono d'ombra, ma non credo che possano incidere sulla sostanza dell'attività che abbiamo svolto al Csm», ha assicurato dicendosi pronto ad assumere ogni tipo di decisione. Mancino ha difeso la sua scelta di appoggiare la contestata nomina di Alfonso Marra alla presidenza della Corte d'Appello di Milano: non immaginavo di una P3.
MOSSE DEL PREMIER. Il premier ieri ha tracciato una tabella: portare a casa la manovra economica e il ddl sulle intercettazioni prima della pausa estiva e poi riorganizzare il Pdl. Per questo ha «precettato» i deputati del Pdl: rendersi disponibili, ha avvertito durante una cena organizzata dal questore della Camera Antonio Mazzocchi. Con Fini resta il gelo. «Non c'è nessuna trattativa con i finiani», ha detto ai parlamentari Pdl. Ma la questione morale ed il caso Verdini paiono preoccupare il Cavaliere. E del partito ne discuterà oggi proprio con i capigruppo e i coordinatori.