Privacy e dati pubblici: «No al controllo globale»

IL GARANTE. Diritto di informazione: un richiamo alla Costituzione
01/07/2010

ROMA
Serve una regola sulla trasparenza dei dati nella Pubblica amministrazione. Ed è giustificato l'allarme per i limiti alla libertà di stampa posti dal ddl sulle intercettazioni, che sposta il punto di equilibrio tutto a favore della riservatezza. Il Garante per la privacy, Francesco Pizzetti, lancia il suo monito alla Camera. Il ddl Alfano, sottolinea Pizzetti nella Relazione annuale al Parlamento pone limiti «a priori» solo alla pubblicazione delle intercettazioni, in nome della privacy, spostando «il cursore tutto a favore dei limiti alla conoscibilità e quindi della riservatezza». Una «scelta impegnativa», che «può giustificare che da molte parti si affermi che, così facendo, si pone in pericolo la libertà di stampa». Nel mirino del Garante anche le sanzioni a carico degli editori, scelta che segna «una discontinuità significativa», visto che la legge sulla stampa, «approvata in diretta attuazione della Costituzione», distingue la responsabilità e il ruolo dell'editore da quello del direttore, in linea con la posizione assunta dall'Assemblea Costituente il 20 gennaio del 1948.
Pizzetti non risparmia comunque bacchettate agli «eccessi» compiuti dai giornalisti, con la pubblicazione di «intere pagine di intercettazioni sempre riferite alla politica o allo sport e allo spettacolo e quasi mai ai fatti di criminalità comune o organizzata», a giustificare in parte «il sospetto che spesso si abbiano a cuore più gli indici di vendita».
Il Garante ha inoltre tracciato un bilancio: nel 2009 ha adottato circa 600 provvedimenti; dato risposta a quasi 4.000 quesiti, reclami e segnalazioni (su telefonia, credito, centrali rischi, marketing, Internet, videosorveglianza, assicurazioni); segnalato 43 violazioni all'autorità giudiziaria e, tenendo conto anche del primo trimestre 2010, riscosso sanzioni per più di 3 milioni di euro. Pizzetti ha però lanciato un invito, alla luce della Riforma Brunetta: «È urgente mettere a punto nuove linee guida sulla trasparenza dei dati nella Pubblica amministrazione, che consentano di adempiere alla trasparenza senza ledere i principi della riservatezza», altrimenti «si rischia un controllo globale di tutti su tutti», in una sorta di «mostruosa casa di vetro che è stata sempre il sogno di ogni dittatura»: «Sarebbe un incubo se non si mettesse alcun limite all'accessibilità ai dati messi in rete da parte dei motori di ricerca». BRunetta però replica: «Timori senza riscontro».