Proteste contro il piano d'austerità di Papandreou La Grecia è in rivolta
Grecia di nuovo paralizzata, ieri, da uno sciopero generale contro il piano di austerità da 4,8 miliardi di euro. Gruppi di anarchici hanno messo a ferro e fuoco i centri di Atene e, in minor misura, di Salonicco, scontrandosi ripetutamente con la polizia ai margini delle grandi manifestazioni sindacali.
Mentre per la seconda volta in una settimana oltre due milioni di lavoratori hanno incrociato le braccia per denunciare i tagli salariali, le nuove tasse e il congelamento delle pensioni, gruppi di giovani incappucciati, usciti da cortei della sinistra extraparlamentare e di organizzazioni radicali e anarchiche, hanno sferrato attacchi davanti all'assemblea legislativa ad Atene, al grido «a fuoco il parlamento». In altri punti della capitale bombe molotov e pietre divelte dal selciato sono state lanciate contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con gas lacrimogeni e cariche. Vi sono stati una decina di fermi e sono segnalati feriti leggeri dalle due parti.
La violenza può essere legata all'uccisione l'altro ieri, da parte della polizia, di un esponente del movimento anarchico (e sospetto membro di un gruppo armato) durante uno scontro a fuoco nella capitale.
Gli incidenti avvengono nel momento in cui le buone notizie politiche della missione del premier Giorgio Papandreou in Europa e a Washington si stemperano in una realtà in cui appare sempre più chiaro che l'Europa, non ha nessun piano concreto di aiuti alla Grecia, che spera in un aiuto dell'Fmi.
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