Tar riammette Formigoni senza bisogno di decreti «Ho avuto ragione»

07/03/2010
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Roberto Formigoni (al centro) con i coordinatori regionali del Pdl

«Ho avuto ragione, senza bisogno di aiutini». Roberto Formigoni cita con piglio polemico il dl «salva-liste» e torna nuovamente in corsa per le elezioni regionali, ottenendo il via libera dal Tar della Lombardia, che ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dalla lista dell'attuale Governatore. In questo modo la decisione della Corte d'Appello viene «annullata» e il presidente della Regione può prendere parte alle prossime elezioni.
Formigoni fa presente attraverso i suoi legali che la decisione dei giudici amministrativi è stata presa senza tenere conto del decreto legge appena varato «che non è stato neanche citato nel provvedimento». Secondo il Tar «è indubbio che l'ufficio centrale regionale della Corte di Appello di Milano avesse già espresso la sua decisione sull'ammissione della lista» motivo per il quale il ricorso dei legali del Pdl risulta valido.
La lista Penati - che con i Radicali, l'Udc e i Comunisti italiani, si è costituita in giudizio - però non intende mollare («È un incitamento all'illegalità» ha detto il candidato Pd al Pirellone) e va avanti minacciando ricorso al Consiglio di Stato, per il quale deve attendere le motivazioni del Tar.
«Sottolineo che le nostre liste non sono state riammesse, sono sempre state in corsa», ha aggiunto ancora Formigoni. Per i legali di Filippo Penati invece il Tar con questa decisione «abolisce il controllo delle firme come voleva chi ha fatto ricorso».
La decisione dei giudici amministrativi di Milano si riverbera adesso su quella che dovrà essere presa domani dal Tar del Lazio sui ricorsi elettorali proposti dal Pdl, dal consigliere regionale uscente del centrodestra Fabio Desideri e dal candidato presidente «escluso» Roberto Fiore (Forza Nuova). Ma i giudici valuteranno anche un ulteriore elemento: quello della richiesta di invio del decreto legge alla Corte Costituzionale perché ne valuti la costituzionalità, così come chiesto ieri dal Movimento difesa dei cittadini.