«Lotta alla corruzione? Tante parole, pochi fatti»
CRITICA. Pd, Idv e Udc chiedono «provvedimenti seri» in tempi brevi
ROMA
Contro la corruzione non servono annunci propagandistici ma leggi. L'opposizione attacca Berlusconi ed il governo per il rinvio alla prossima settimana del ddl anti-corruzione. «Come al solito», ha affermato Pier Luigi Bersani del Pd, «agli annunci del governo non seguono mai i fatti». Del resto, incalza Bersani, ci sarebbe «un bel dietrofront se all'improvviso si convertissero alla legalità e alla trasparenza.
Sullo stesso fronte è l'Udc. Per Pier Ferdinando Casini occorrono «provvedimenti seri perchè c'è troppa gente che ruba in nome della politica». Il leader dell'Udc invita il governo a fare sul serio ed a varare norme capaci di scacciare «i mercanti dal tempio». Occorre cioè una linea dura contro la corruzione e «soprattutto fatti seri che non siano l'ennesimo stop come il provvedimento sul piano casa».
Ancora una volta, accusa l'opposizione, un provvedimento annunciato dal governo è svanito nel nulla. Nell'elenco dei tanti «desaparecidos», ricorda il vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella (Pd), oltre al piano casa e al disegno di legge (Ddl) anticorruzione bisogna aggiungere il «fantomatico piano per il sud», promesso a Scajola e Tremonti e mai approvato.
Per Antonio Di Pietro (Idv), il Ddl anticorruzione è «l'ennesima truffa elettorale del venditore di tappeti Berlusconi» che a suo parere, se davvero vuole fare la lotta alla corruzione, dovrebbe varare un decreto legge e non un provvedimento «che serve solo per tirare a campare in attesa che le elezioni si svolgano».
A chiacchiere, sostiene Di Pietro, Berlusconi dice che vuol combattere la corruzione, intanto ha già presentato in Parlamento tre decreti da approvare subito, sulle intercettazioni telefoniche «da non fare più», sul processo breve, e sul legittimo impedimento. In questo modo, sostiene il leader dell'Idv, il governo non vuole combattere la corruzione ma «alimentarla per tutelare truffatori, ladri e corrotti». Perciò si vogliono anche impedire le intercettazioni che sono «uno strumento indispensabile per portare avanti le indagini».
Anche il Pd si oppone al Ddl sulle intercettazioni. Ribadiamo la nostra contrarietà, ha detto la capogruppo dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro: questo testo limita fortemente la possibilità di indagine.
