Berlusconi a Netanyahu: «Sogno Israele in Europa»

MEDIO ORIENTE. Il presidente del Consiglio si commuove al museo dell'Olocausto. Domani parlerà alla Knesset
Iniziata la tre giorni diplomatica del governo. Il cavaliere: «La cultura giudaico-cristiana è alla base della civiltà della Ue»
02/02/2010
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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi

GERUSALEMME
«Il mio sogno? Israele tra i Paesi dell'Unione europea». Silvio Berlusconi rilancia da Gerusalemme, dove è accolto come «un grande amico» dal premier Benjamin Netanyahu, la sua proposta di un ingresso dello stato ebraico nella Ue.
Un'idea non nuova del presidente del Consiglio, basata su alcune considerazioni: «la cultura giudaico-cristiana è alla base della civiltà europea ed è un paese-leader nella battaglia per la libertà e la pace». Anche se da Bruxelles il ministro degli Esteri europeo Catherine Ashton commenta con un imbarazzato «Non è in agenda», l'ipotesi è già un progetto concreto: il ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi, che accompagna il premier, ha discusso ieri con il vice-premier israeliano Silvan Shalom «tutta una serie di idee che possano farlo decollare».
Parte quindi subito su toni alti la visita di tre giorni di Berlusconi in Israele. Visita di un'ampia delegazione (100 persone), anche con dichiarati intenti economici: per Berlusconi questo vertice «pone Israele fra i cinque o sei partner più importanti dell'Italia», con la quale auspica «una cooperazione più stretta soprattutto nel campo dell'innovazione tecnologica». Il programma però comprende importanti appuntamenti politici, dall'incontro con il presidente Shimon Peres a quello con il presidente palestinese Abu Mazen, dalla visita allo Yad Vashem al discorso alla Knesset, il primo di un capo di governo italiano.
Il premier è accolto calorosamente sia dalla stampa israeliana sia da quella araba. La prima saluta con titoli in italiano («Benvenuto Silvio») un politico europeo decisamente filo-israeliano. La seconda (al Quds al Arabi: «Silvio Berlusconi uomo di pace») approva il «consiglio» dato a Israele alla vigilia dell'arrivo, di modificare la politica delle colonie nei Territori Occupati.
Tema che ieri Netanyahu, accogliendo Berlusconi come «uno dei più grandi amici di Israele», un «leader coraggioso, grande combattente delle libertà e fautore della pace», protagonista di «una visita storica», ha però lasciato diplomaticamente da parte, chiedendo invece il sostegno italiano: «È importante che Italia e Israele si schierino uno accanto all'altro forti del comune retaggio». Un appello molto concreto: Netanyahu vorrebbe collaborazione dell'Italia nelle sanzioni economiche contro Teheran, e vorrebbe l'inserimento dei «pasdaran» iraniani nella lista delle organizzazioni terroristiche.
Berlusconi si è recato alla Foresta delle Nazioni, dove ha piantato un ulivo, un gesto simbolico per tutti i leader in visita in Israele: «Credo di essere l'italiano vivente che ha messo a dimora più alberi», commenta il premier, che promette anche di tornare «fra 47 anni» a Gerusalemme per vedere il suo ulivo cresciuto: rivela infatti di sostenere un istituto che «vuol portare l'età media degli uomini a 120 anni».
Poi la visita, commossa, al mausoleo dell'Olocausto: «La nostra anima urla non è vero, non può essere vero. E poi, sconfitta, grida mai piu», scrive il premier sul libro degli ospiti dello Yad Vashem, dove ravviva la fiamma che nella Sala della Memoria ricorda a tutti i sei milioni di ebrei uccisi dal nazismo.