All'ora del pranzo Vicenza
di gusto ma senza dessert

LA PARTITA. I BIANCOROSSI PROVANO A BATTERE IL CESENA VICECAPOLISTA MA NON PASSANO


Alla buona prova manca il gol, pesa l’ assenza di Bjelanovic Bernardini rientra, dirige e coglie una traversa su punizione I romagnoli badano soprattutto a difendersi, mai insidiosi
12/10/2009
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Antonino Bernardini è andato vicino al gol con una punizione che si è stampata sulla traversa. COLORFOTO

Vicenza. Nella partita all'ora di pranzo è mancato solo il peperoncino, cioè il gol. Ma le due squadre hanno comunque "cucinato" una sfida all'altezza del menu delle 12,30. Si sono rispettate, il Vicenza cercando di più di prevalere, il Cesena stando ben attento a non scoprirsi, sostanzialmente equivalendosi.
La squadra romagnola s'è presentata come la meno battuta del campionato (solo 4 gol subìti) e ha fatto vedere quanto sia difficile perforarla: il reparto arretrato è sempre ben protetto da un'organizzazione di squadra efficace.
Il Vicenza dal canto suo ha toccato la terza partita di fila (dopo lo 0-0 con la Triestina e l'1-0 sul campo del Brescia) senza prendere gol. E non è una novità da poco per una squadra che era abituata a prenderne quasi due di media, anche perché stavolta Fortin non ha fatto il Superman come a Brescia, anzi, praticamente non s'è sporcato i guanti. La solidità difensiva è sicuramente un elemento positivo da cogliere, magari per farsi bastare anche l'1-0 in futuro.
Ieri i biancorossi sono andati vicini a fare bingo con una punizione telecomandata di Bernardini al 41' del primo tempo finita sulla parte alta della traversa e, prima, con una sventola verso il sette di Gavazzi (33') deviata in angolo da Antonioli. Nient'altro in avanti, ma con una solida attenuante. L'assenza di Bjelanovic infortunato, al di là delle prestazioni poco o nulla incisive di Margiotta e nel finale di Litteri, ha pesato molto sui meccanismi del gioco d'attacco e sui sincronismi con il "gemello" Sgrigna, non a caso parecchio appannato.
Ma c'è da dire che se il Vicenza ha costruito poco in avanti, il Cesena ha combinato ancor meno, azzerato malgrado avesse il secondo miglior attacco della B alla vigilia della gara. Non una parata importante di Fortin, appena un brivido al 13' del primo tempo quando Do Prado ne ha fatti fuori tre e ha scodellato in mezzo e Parolo ha calciato secco ma sbagliando mira.
La partita ha anche riconsegnato al Vicenza un signor regista come Bernardini. Eccola un'altra buona notizia di questo 0-0. Dopo 9 mesi di lontananza per l'infortunio al ginocchio, il professore ha ripreso in mano la bacchetta del direttore d'orchestra. Peccato che ieri il Vicenza, per motivi diversi (legati comunque alla condizione non ideale) e con la parziale eccezione di Ferri, non avesse esterni bassi né alti in grado di spingere con continuità e raccogliere sulla corsa i classici suggerimenti di Bernardini a tagliare il campo. E peccato che non ci fossero neppure una punta centrale con le caratteristiche di Bjelanovic, su cui eventualmente appoggiare il gioco o un uomo fra le linee (Paonessa è rimasto in panchina, Sgrigna non ha trovato spazi) per dialogare, ma il rientro del professore è una garanzia per il futuro. Così come le prestazioni di Signori e Gavazzi, in sicura ascesa, il recupero di Martinelli e la conferma di Ferri.
Al quinto pareggio di fila in casa ai tifosi manca certamente la vittoria e questo è indubbiamente un cruccio, del tutto comprensibile. Ma al termine non ci sono stati fischi, a differenza di quanto avvenuto con la Triestina, la prestazione è stata di spessore. Più che ieri sono state altre le partite in cui la squadra ha sbagliato e sciupato, vedi i cartellini rossi e le inferiorità numeriche con Sassuolo e Gallipoli e l'errore finale con l'Ascoli.
Il Vicenza con il Cesena è parsa squadra ancora in divenire, ma dalle basi che stanno diventando via via più solide.

Massimo Manduzio

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