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05.10.2009

Sonia Gandhi, dalla piccola Lusiana all'India
ecco il romanzo di una donna speciale

India; Elezioni, primi risultati: in testa partito Sonia Gandhi
Lo riferiscono i media nazionali
India; Elezioni, primi risultati: in testa partito Sonia Gandhi Lo riferiscono i media nazionali
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Javier Moro va direttamente al cuore dell’India contemporanea nel suo nuovo romanzo, "Il sari rosso", in uscita giovedì in italiano per il Saggiatore (pagine 588, 18,50 euro). Lo scrittore e giornalista spagnolo ha già raccontato il paese altre volte, facendone quasi una ’patria letterarià (tra gli altri, "Mezzanotte e cinque a Bhopal", del 2001, scritto con Dominique Lapierre; e "Passione indiana", del 2006). Ma qui narra l’avventura personale di Sonia Gandhi affrontando così la saga della famiglia Nehru-Gandhi e l’epopea di un’intera nazione.

Quella de "Il sari rosso" è innanzitutto una straordinaria biografia e in fondo una storia anche tutta italiana, per quanto poco nota: quella di Sonia Maino, nata a Lusiana (Vicenza) e cresciuta a Orbassano (Torino), prima di andar sposa nel 1968 a Rajiv Gandhi, figlio di Indira e nipote di Jawahrlal Nehru. Il sari del titolo è quello indossato alle nozze da Sonia, dopo esser stato già l’abito da sposa di Indira, filato per lei da Nehru durante la prigionia. Dall’incontro tra Sonia e Rajiv a Cambridge nel 1965, nel corso degli anni questa biografia si intreccia così in modo indissolubile con la storia dell’India, attraverso le vicende di una donna e di una famiglia dove la politica è destino e anche tragico fato, replicato dopo la violenta morte di Indira (1984), anche da quella di Rajiv (1991), ucciso da un commando Tamil.

«In tutta la mia vita mi sono sentito vicino ai Ghandi - racconta Javier Moro, in questi giorni a Milano per l’uscita del romanzo in Italia -, forse perchè mio zio Dominique Lapierre mi parlava molto di Indira, erano amici. Ero a Delhi nel maggio del 1991 quando ci fu l’assassinio di Rajiv e vidi in diretta la prima scena del libro, quella dove racconto la cremazione di Rajiv. Mi commosse l’immagine di Sonia, questa vedova così giovane, così disperata, così triste che vedeva partire i suoi sogni, tutta la sua vita andar in fumo assieme alle ceneri di suo marito. Mi dissi che sarebbe stato bello raccontare la storia di questa famiglia dal punto di vista di Sonia, di un’italiana, un’europea, un’occidentale. Un punto di vista per capire meglio il complicato mondo dell’India. Ma in quel momento la storia non aveva finale, perchè era così triste da non averne uno.

Lasciai la storia da parte fino al 2004 quando Sonia vinse le elezioni generali e allora pensai che finalmente aveva un buon finale. Una italiana - continua Javier Moro - senza studi superiori, timida, riservata e che odia la politica, anche perchè la politica ha portato via tutto quello che amava, finisce per vincere le elezioni in un Paese dove abita un sesto dell’umanità e si converte senza volerlo nella donna più potente dell’Asia, secondo la rivista Forbes la donna più potente del mondo».

Il testo è frutto di tre anni di pazienti ricerche, racconta con passione Javier Moro, svolte senza alcuna collaborazione da parte dei Gandhi, riservati e restii a parlar del privato. E anche di fortunate coincidenze, come l’incontro con la segretaria di Indira per oltre due decenni, Usha Bhagat, o con Christian von Stieglitz, l’amico che fece conoscere Rajiv Gandhi e Sonia Maino, scovato quasi per caso dallo scrittore.

In futuro Javier Moro pensa a un romanzo ambientato in Brasile. Quanto all’India, «sono convinto che Rahul (figlio di Sonia e Rajiv, ndr) sarà il prossimo primo ministro e sarà la quarta generazione della stessa famiglia alla guida del paese».

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