Cori razzisti, l'arbitro Orsato nella bufera
«Cagliari-Inter andava sospesa»
Prima se la sono presa con Balotelli, poi con Eto'o: i soliti (perché sono diventati vergognosamente soliti...) buu a ogni tocco di palla e cori razzisti. Nonostante ben due avvisi degli altoparlanti. Ma l'arbitro vicentino Daniele Orsato chiamato a dirigere domenica Cagliari-Inter non ha fatto una piega. Anche se c'è un articolo del regolamento del calcio italiano ed europeo che prevede un primo avviso con gli altoparlanti dello stadio e se i cori si ripetono partita sospesa fino ad arrivare allo stop definitivo.
Orsato, 34 anni, recoarese iscritto nella sezione di Schio, esordio in serie A nel 2006, adesso qualche spiegazione dovrà darla. Perché la violazione del regolamento, voluto proprio per bloccare la deriva razzista negli stadi, è evidente. E non potrà neanche dire di non aver sentito, visto che l'altoparlante ha ammonito i tifosi per ben due volte. Senza contare assistenti e terzo uomo.
Intanto i commentatori sportivi di Corriere della Sera e Repubblica lo hanno giustamente bacchettato. Il titolo del Corriere parla da solo: "E l'ultrà razzista ringrazia per il fischio che non c'è stato". Andrea Sorrentino di Repubblica dice chiaramente che "La partita andava sospesa" e parla di "Italia degli impuniti".
La verità è che Fifa e Uefa sulla questione razzismo nello sport hanno dato precise indicazioni, e si presume che i designatori italiani degli arbitri le conoscano: avviso via microfono in caso di cori razzisti, partita sospesa se continuano, partita finita se non cessano fino al 2-0 a tavolino alla squadra vittima. Questa è la regola, il vicentino Orsato se l'è dimenticata: il designatore arbitrale Collina farebbe bene a ricordargliela.
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1 giuliano71 22/09/2009 20:31 2 commenti
Vi ringrazio per la sollecita ed esauriente risposta. Concordo sul fatto che sarebbe stato bello che Daniele Orsato avesse osato più di quello che gli è dovuto o consentito (a seconda delle interpretazioni) e, con il rischio di andare contro il regolamento, avesse sospeso momentaneamente la partita fino a quando quei beceri ed ignoranti insulti fossero finiti, ma purtroppo è andata così ed io non gliene farei una colpa più grande, colpa che attribuirei piuttosto ai responsabili dell'ordine pubblico presenti nello stadio che avevano, loro sì, facoltà di far sospendere la partita. Detto questo la mia era solo una osservazione sul tono un po' pesante dell'articolo letto che gettava la croce di tutto quanto accaduto sulle sole spalle dell'arbitro senza citare quanto previsto dal regolamento. Infine solo un'ultima considerazione: i presidenti del CONI e dell'Assocalciatori, essendo addetti ai lavori, dovrebbero sapere bene quali sono i compiti spettanti all'arbitro. Se vogliono che l'arbitro abbia questa facoltà di far sospendere le partite non hanno che da prodigarsi in merito, e gli arbitri penso si adeguerebbero ben volentieri come hanno sempre fatto. Nella speranza che queste manifestazioni primitive ed ignoranti non accadano mai più. Grazie per l'ascolto. Giuliano