Cori razzisti, l'arbitro Orsato nella bufera
«Cagliari-Inter andava sospesa»

21/09/2009
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Il vicentino Daniele Orsato: arbitra in serie A dal 2006

Prima se la sono presa con Balotelli, poi con Eto'o: i soliti (perché sono diventati vergognosamente soliti...) buu a ogni tocco di palla e cori razzisti. Nonostante ben due avvisi degli altoparlanti. Ma l'arbitro vicentino Daniele Orsato chiamato a dirigere domenica Cagliari-Inter non ha fatto una piega. Anche se c'è un articolo del regolamento del calcio italiano ed europeo che prevede un primo avviso con gli altoparlanti dello stadio e se i cori si ripetono partita sospesa fino ad arrivare allo stop definitivo.
Orsato, 34 anni, recoarese iscritto nella sezione di Schio, esordio in serie A nel 2006, adesso qualche spiegazione dovrà darla. Perché la violazione del regolamento, voluto proprio per bloccare la deriva razzista negli stadi, è evidente. E non potrà neanche dire di non aver sentito, visto che l'altoparlante ha ammonito i tifosi per ben due volte. Senza contare assistenti e terzo uomo.

Intanto i commentatori sportivi di Corriere della Sera e Repubblica lo hanno giustamente bacchettato. Il titolo del Corriere parla da solo: "E l'ultrà razzista ringrazia per il fischio che non c'è stato". Andrea Sorrentino di Repubblica dice chiaramente che "La partita andava sospesa" e parla di "Italia degli impuniti".

La verità è che Fifa e Uefa sulla questione razzismo nello sport hanno dato precise indicazioni, e si presume che i designatori italiani degli arbitri le conoscano: avviso via microfono in caso di cori razzisti, partita sospesa se continuano, partita finita se non cessano fino al 2-0 a tavolino alla squadra vittima. Questa è la regola, il vicentino Orsato se l'è dimenticata: il designatore arbitrale Collina farebbe bene a ricordargliela.




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1 giuliano71 22/09/2009 20:31 2 commenti

Vi ringrazio per la sollecita ed esauriente risposta. Concordo sul fatto che sarebbe stato bello che Daniele Orsato avesse osato più di quello che gli è dovuto o consentito (a seconda delle interpretazioni) e, con il rischio di andare contro il regolamento, avesse sospeso momentaneamente la partita fino a quando quei beceri ed ignoranti insulti fossero finiti, ma purtroppo è andata così ed io non gliene farei una colpa più grande, colpa che attribuirei piuttosto ai responsabili dell'ordine pubblico presenti nello stadio che avevano, loro sì, facoltà di far sospendere la partita. Detto questo la mia era solo una osservazione sul tono un po' pesante dell'articolo letto che gettava la croce di tutto quanto accaduto sulle sole spalle dell'arbitro senza citare quanto previsto dal regolamento. Infine solo un'ultima considerazione: i presidenti del CONI e dell'Assocalciatori, essendo addetti ai lavori, dovrebbero sapere bene quali sono i compiti spettanti all'arbitro. Se vogliono che l'arbitro abbia questa facoltà di far sospendere le partite non hanno che da prodigarsi in merito, e gli arbitri penso si adeguerebbero ben volentieri come hanno sempre fatto. Nella speranza che queste manifestazioni primitive ed ignoranti non accadano mai più. Grazie per l'ascolto. Giuliano

2 redazioneweb 22/09/2009 17:55 46 commenti

Gentile Giuliano, è vero che per l'art. 62 la decisione spetta al responsabile dell'ordine pubblico, ma 1) secondo alcune interpretazioni nulla vieta all'arbitro di intervenire su qualunque cosa succeda all'interno di uno stadio (dal temporale al lancio dei petardi: se ne tirano 10 in campo l'arbitro ferma tutto e non aspetta l'ok del questore...) 2) il presidente del Coni Petrucci ha detto chiaro e tondo che "il fischietto lo ha in mano l'arbitro e lui deve decidere" 3) il presidente dell'assocalciatori Campana ha riconfermato che "gli arbitri di fronte a questi comportamenti devono sospendere le partite" 4) i principali commentatori sportivi (Corriere, Repubblica solo per fare alcun i esempi) sono tutti d'accordo: orsato doveva intervenire. Neanche nel suo rapporto finale c'è traccia dei cori razzisti. Ha ragione sul fatto che il razzismo è un tema delicato: per questo non conviene mai nascondersi dietro i regolamenti.

3 giuliano71 22/09/2009 15:06 2 commenti

Dal sito http://www.aia-figc.it/ "Dispiaciuti di dover tornare a parlare di un episodio intollerabile come gli atti di discriminazione razziale, il Presidente dell’AIA Marcello Nicchi e il Commissario CAN A-B Pierluigi Collina ribadiscono quanto stabilito dalle norme attualmente vigenti in tema di sospensione di una gara, potere che in nessun modo è attribuito all’arbitro. In base al disposto dell’art. 62, comma 6 delle NOIF, così come modificato dal Consiglio Federale lo scorso 5 maggio 2009, è il responsabile dell’ordine pubblico dello stadio, incaricato dal Ministero dell’Interno, che in presenza di cori razzisti o altre manifestazioni discriminatorie costituenti fatto grave ordina all’arbitro di non iniziare o di sospendere la gara." Forse prima di scrivere un articolo di questo tenore sul "Giornale di Vicenza" contro un vicentino che ci sta dando lustro in Italia e fra un po', speriamo, in Europa, bisognerebbe prima informarsi un po' meglio no? Il "Giornale di Vicenza" entra in moltissime famiglie vicentine, in tutti i bar ed in gran parte dei locali del nostro territorio dove la disinformazione, special modo su temi così delicati come quello del razzismo, non dovrebbe trovare spazio. Giuliano

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