Operaio muore stritolato nel macchinario
LUGO. L’infortunio mortale è avvenuto ieri alle 18.10 all’interno della “Alcan packaging Italia” di via Dal Mastro. È rimasto impigliato fra due rulli di una copiatrice. La vittima, 36 anni, di Calvene, lascia due figlieLugo. È stato schiacciato fra due rulli di un macchinario per l'imballaggio. Sarebbe rimasto impigliato in un ingranaggio, resta possibile di scappare fuori da quella terribile trappola. Quando sono arrivati i soccorsi, per Devis Dalla Costa non c'era più nulla da fare. È morto sul colpo, per lo schiacciamento del torace. Lascia nella disperazione anche due figliolette, di 9 e di 3 anni.
La tragedia è avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri a Lugo, all'interno di un capannone della "Alcan packaging Italian, sede vicentina di una multinazionale canadese specializzata negli imballaggi. La dinamica del drammatico infortunio sul lavoro non è ancora stata chiarita nel dettaglio dai carabinieri della compagnia di Thiene e dai tecnici dello Spisal, intervenuti con l'ambulanza del Suem.
In base ad una prima ricostruzione, la disgrazia è avvenuta poco dopo le 18. Dalla Costa, 36 anni, che viveva a Calvene in via Dell'Emigrante 20, stava lavorando ad una copiatrice industriale, un complesso macchinario nel quale vengono anche stampati gli imballaggi di materiale diverso, dall'alluminio alla plastica al cartone. Cosa sia accaduto nel dettaglio è al vaglio degli inquirenti, che hanno avvisato la procura. Secondo alcune testimonianze, la macchina avrebbe avuto un problema e Devis avrebbe cercato di porvi rimedio; ma i carabinieri del capitano Piscitello stanno ancora cercando di appurare perché lo sfortunato operaio si fosse trovato fra quei due rulli. Quello che è certo è che da un lato Devis era un dipendente specializzato, che lavorava da 15 anni per la "Alcan" e che viene descritto come prudente e scrupoloso. Dall'altro, la multinazionale investe molto in sicurezza e di recente ha meritato un premio proprio per l'impegno nel settore. Costernati i vertici - di recente ha lasciato l'amministratore francese, sostituito da un connazionale - e gli oltre 400 dipendenti.
Alcuni colleghi hanno sentito un rumore sordo e sono corsi a vedere; hanno dato subito l'allarme ma all'arrivo del 118 non c'erano speranze. I tecnici dello Spisal hanno compiuto un lungo sopralluogo, mentre i militari della stazione di Chiuppano hanno raccolto le prime testimonianze per valutare se vi siano responsabilità.
La notizia della disgrazia è corsa subito in paese, sia perché in fabbrica lavorano molti amici e anche dei parenti di Devis, sia perché la vittima era molto conosciuta.
Dalla Costa, infatti, si era trasferito di recente a Calvene, ma era cresciuto a Lugo, dove vivono i genitori e la sorella e gli altri parenti. Suonava da anni nella banda del paese, ed era solito darsi da fare anche in varie iniziative benefiche: negli ultimi due anni, aveva collaborato con la proloco come attore di uno spettacolo di carnevale per i bambini.
«Una persona per bene - lo descrive un cugino, sconvolto per la tragedia, che ha cercato di assistere i genitori di Devis -, molto legato alle due figliolette, che erano la sua vita. Al lavoro e in casa era disponibile e generoso, e sapeva essere scherzoso e di compagnia. È impossibile per noi darci pace».
Il pubblico ministero Luigi Salvadori ha aperto un'inchiesta sull'infortunio mortale. Già oggi potrebbe decidere se disporre o meno l'autopsia e se iscrivere i primi nomi sul registro degli indagati con l'ipotesi di omicidio colposo.
Diego Neri
