Ecco il Pat della Vicenza del futuro Oltre 130.000 abitanti entro il 2020

URBANISTICA. Presentato il Piano di assetto del territorio. All'ex Zambon la cittadella della sicurezza con vigili e carabinieri, un parco all'ex Centrale del latte. Saranno trasferiti il municipio a S. Felice e lo stadio a est Il Menti e il vecchio palazzo di giustizia verranno demoliti
24/07/2009
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Achille Variati

Vicenza. Sarà l'attore protagonista della scena politica vicentina 2009. Signore e signori, ecco il Pat, piano di assetto del territorio, la nuova bibbia urbanistica che disegna il volto di Vicenza dei prossimi 10 anni. Il sindaco Achille Variati, l'assessore alla programmazione e sviluppo del territorio Francesca Lazzari e l'assessore alle infrastrutture Ennio Tosetto hanno mostrato le carte, svelando le scelte che determineranno la crescita della città da oggi al 2020. Così come è stato concepito, il Pat berico crea le condizioni per una Vicenza capace di lievitare dagli attuali 115 mila abitanti fino a superare quota 130 mila in un decennio. Questa è la capacità edificatoria prospettata, prediligendo il riuso di aree già urbanizzate come gli ex stabilimenti industriali, piuttosto che lo sfruttamento di terreni agricoli.
«Vicenza crescerà anche come numero di abitanti, fino a circa 136 mila, con una previsione di 2,2 milioni di metri cubi di nuove edificazioni - argomenta Variati - ma in modo armonioso, con un grande equilibrio tra vuoti e pieni, e la valorizzazione del già edificato rispetto alla dissipazione del territorio. Le espansioni saranno localizzate a completamento dei bordi urbani. Questo concetto vale anche per le 1.498 domande del Bid, il bando degli interessi diffusi, alle quali vogliamo dare risposte anche nelle aree agricole, purché ai margini del costruito, dove già esistono strade e sottoservizi».
«La crescita potenziale fino a 136 mila abitanti è frutto di un Pat credibile, basato su numeri e calcoli reali, non come la vecchia impostazione del piano, che in realtà portava a 150 mila potenziali abitanti», precisa l'assessore Lazzari, che intorno a Ferragosto porterà il Pat in giunta, per poi sottoporlo a un rigoroso processo di validazione da cui scaturirà l'adozione e quindi il voto in consiglio comunale entro l'autunno. Le novità, tra conferme e sorprese, non mancano. Alcune sono pirotecniche.
La spina dorsale è la ricucitura del tessuto urbano nei quartieri e tra i quartieri e il centro. Strategica diventa allora la creazione di bretelle pensate per scaricare le grandi arterie di attraversamento che spezzano frazioni come Anconetta e Saviabona. Allo stesso modo, il centro storico amplia il suo diametro, ricongiungendosi a quella prima periferia problematica come la zona della stazione o del nuovo teatro. In quest'ottica viene programmato il trasferimento di funzioni eccellenti. È il caso del tribunale, il cui destino è già segnato a Borgo Berga. Il vecchio palazzo di giustizia sarà demolito e destinato a residenze di qualità. Stessa sorte per alcune sedi utilizzate dall'Ulss 6, come il palazzo di via IV Novembre: a Laghetto sarà creato il polo della prevenzione, liberando spazi in centro. A proposito di sanità e dintorni: l'Ipab potrà contare su cinque moderne strutture localizzate a villa Bedin Aldighieri, Monte Crocetta, Laghetto, Maddalene e Riviera Berica.
Un'operazione cruciale sarà il trasloco del quartier generale di Aim, che abbandonerà il centro storico per insediarsi in via Fusinieri. Farà le valigie anche il palazzo degli uffici comunali alloggiati nel "mostro" di piazza Biade. Il nuovo municipio sarà costruito nell'area Ftv, dove troverà posto anche il centro culturale rincorso dal sindaco, che lo definisce un "Centre Pompidou" à la vicentina. I fondi per il nuovo municipio saranno racimolati dall'alienazione di edifici come palazzo Negrisolo, l'ex Aci di S. Biagio, lo stesso palazzaccio di piazza Biade, per metà riservato a servizi per la Basilica e per metà a un grande albergo.
Se ne andrà anche lo stadio, destinazione Vicenza est, nella cittadella sportiva proposta dalla società "Vicenza Futura", dove sorgerà una "arena degli spettacoli", funzionale al calcio sì, ma anche alla grande musica. Il vecchio Menti sarà polverizzato, per completare il campus universitario e dare vita all'innovativo polo della meccatronica. Il romanzo del Pat dedica capitoli anche alle ex aree industriali. L'ex Centrale del latte sarà trasformata prevalentemente in un parco pubblico, mentre l'ex Zambon, abbinata al Pp9, ospiterà la cittadella della sicurezza, con il nuovo comando dei vigili e la caserma dei carabinieri, se sarà siglata la complicata intesa con la Provincia. «Ecco la Vicenza - chiosa Variati in vena poetica - nella quale un bambino nato oggi vivrà bene anche fra 10 anni. E con lui i suoi genitori e i suoi nonni. Questa è la nostra idea di città».

Gian Marco Mancassola


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