Il Presidio: «Un piano organizzato contro il corteo»

06/07/2009
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Lo schieramento di forze dell'ordine a Ponte Marchese

Vicenza. «Esisteva un piano preorganizzato per aggredire il corteo da parte della Questura, un progetto volto a estirpare alla radice il dissenso locale ed intimidire la cittadinanza con l'uso della forza: il dispiegamento, l'atteggiamento e il linguaggio delle forze dell'ordine erano costruite per intimidire e impaurire i cittadini attraverso uno scenario di guerra e per provocare il corteo». Lo sostiene in una nota il comitato No Dal Molin, promotore della manifestazione di sabato scorso a Vicenza contro la base Usa nella quale ci sono stati alcuni tafferugli tra manifestanti e forze dell'ordine.

«Il dispiegamento delle forze dell'ordine è stato costruito per rispondere alle azioni simboliche dei manifestanti con l'uso della violenza. Gli organizzatori, infatti, nelle riunioni preparatorie avevano previsto delle iniziative creative e simboliche lungo le recinzioni di Via S. Antonino, costruite per evitare l'intervento degli agenti e tutelare, così, il corteo formato da tante famiglie. Il corteo - spiegano - non sarebbe mai giunto in viale dal Verme: dopo queste iniziative, infatti, sarebbe tornato al Presidio Permanente, dove era già stato montato un palco con un grande impianto audio».

«Queste erano le intenzioni degli organizzatori, di cui la Questura era a conoscenza grazie alle stringenti misure di controllo adottate che hanno visto l'intercettazione telefonica e ambientale e i pedinamenti di molti attivisti - continua il No Dal Molin - l'occupazione militare di Via S. Antonino, come dimostrano i video che abbiamo pubblicato nel nostro sito, non solo voleva impedire l'espressione democratica del dissenso, ma anche chiudere e colpire il corteo. Le forze dell'ordine, infatti, chiudevano Ponte Marchese, tutte le strade laterali di Via S. Antonino, impedendo così ogni eventuale via di fuga, presidiavano in massa il campo da rugby e i distributori di benzina con i manganelli in mano e bloccavano, con due blindati, l'accesso a Viale dal Verme, dove sarebbe dovuto passare il corteo».

«I pali di ferro in Viale dal Verme, dunque, sono stati portati per criminalizzare una mobilitazione pacifica e determinata. Alla luce di tutto questo - chiedono i manifestanti concludendo - chi ha portato quei pali in viale dal Verme che, peraltro, era fortemente presidiata dalle forze dell'ordine?».




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1 lalegge 06/07/2009 17:32 102 commenti

Se il corteo era pacifico non avrebbe avuto problemi a sfilare, invece siccome avevano in mente azioni illegali non volevano i militari vicini........ Tutto era premeditato, lo dimostrano, i caschi, estintori, biglie, bulloni, bombe carta.......

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