Il giorno del corteo, Vicenza nord blindata
I No base: «Vogliamo entrare nell'aeroporto»
DAL MOLIN. Alcune migliaia di manifestanti sono partiti alle 15.30 da Rettorgole per protestare contro la nuova base americana. Il prefetto: «Non tollereremo violenze e violazioni. L'area militare è off limits». Contestata la presenza degli agenti sul percorso: «Liberate la strada». In testa al corteo si schierano giovani con casco, scudi e fazzoletti. Primi scontri: sassate contro gli agenti che reagiscono con manganelli e lacrimogeni.
Vicenza. È il gran giorno della manifestazione. Il maxi corteo organizzato dal presidio permanente contro la nuova base americana al Dal Molin sfilerà oggi pomeriggio per le vie di Vicenza. Una città che sarà, ma solo nella sua zona nord, blindata dalle forze dell'ordine per evitare scontri e per far sì che nessuno entri nella zona militare dell'aeroporto, come invece gli organizzatori hanno annunciato.
«Certo, abbiamo detto che vogliamo entrare nel territorio che gli statunitensi vogliono trasformare in base di guerra. Ma non avremo bombe o armi, come le veline del ministero hanno ipotizzato».
Di fatto, però, la tensione è elevata. Le forze dell'ordine - schierato oltre un migliaio di divise - sono in allerta nonostante le altre manifestazioni in città si siano svolte pacificamente. «Voglio fare un richiamo alla responsabilità - ha detto il prefetto -. Chi vuole manifestare in pace lo può fare tranquillamente. Non saranno tollerati comportamenti incivili, non leciti, violenti». Il prefetto ha poi sottolineato, al termine del summit a palazzo Nievo, che «l'area militare sarà ben presidiata, e soggiace a regole d'ingaggio diverse rispetto a quella civile dell'aeroporto».
Per il corteo è prevista una gran folla. Viste le adesioni giunte nelle ultime ore a ponte Marchese, il numero dei manifestanti potrebbe superare i 10 mila, ma dipenderà anche dalle condizioni atmosferiche. Il presidio ha organizzato «una testa del corteo colorata, composta da vicentini che da 3 anni osano la speranza». L'appuntamento è alle 15.30 a Caldogno, in via Madre Teresa di Calcutta, da cui il serpentone sfilerà fino a ponte Marchese, viale S. Antonino e viale Dal Verme, dove è previsto si fermi all'imbocco di viale Ferrarin. Le strade della zona, compresa via Diaz, saranno chiuse fino alle 20, ma tutte le altre vie di accesso alla città saranno percorribili.
«Sarà il corteo dell'indipendenza con cui Vicenza dimostrerà che non accetta di essere calpestata». Gli organizzatori sottolineano che il corteo non a caso «si svolgerà alla vigilia dell'arrivo in Italia del presidente Obama, al quale vogliamo far notare le enormi contraddizioni fra le sue parole e l'atteggiamento arrogante dell'amministrazione. Obama ha parlato di partecipazione e democrazia, ma a Vicenza gli americani hanno preteso che il progetto andasse avanti senza il consenso della popolazione». «No Dal Molin? Yes, we can» sarà lo slogan stampato su 5-6 mila magliette.
L'ambasciata statunitense, intanto, ha invitato i cittadini Usa in Italia a stare attenti; un avvertimento ribadito ai militari della Ederle, che cercheranno di non farsi vedere in giro in città fuori dalla caserma. A parlare di antiamericanismo è Roberto Cattaneo del Sì Dal Molin. «Questa marcia è l'ennesima provocazione, che ci auguriamo si concluda senza alcuna ferita per la città».
Diego Neri



1alpert_vi - 04/07/2009 16:28
complimenti per l'altissimo livello intellettuale dei commenti dei lettori del giornale di vicenza