Misterioso furto d'armi, è allarme per il corteo
SABATO 4 LUGLIO. Sale la tensione per la manifestazione contro il Dal Molin, anche per i timori del MinisteroIl presidio annuncia: «Noi entreremo nell'area». Ma la questura ribatte: «No, nessun accordo»
Dal Molin. Un furto di armi in Slovenia fa aumentare la tensione per il corteo di domani pomeriggio contro il Dal Molin. Le bombe a mano sparite oltre confine sarebbero destinate in Italia, e il ministero non esclude che possano essere utilizzate nelle manifestazioni contro il G8 e la globalizzazione, fra cui è stato inserito anche il 4 luglio vicentino. Di qui l'invio di un numero molto elevato di forze dell'ordine in supporto a quelle vicentine, e una serie di controlli incrociati che interessano molte zone della città. Se a questo si aggiunge che ieri il presidio permanente ha annunciato che comunque «vogliono entrare nel territorio che gli statunitensi vorrebbero trasformare in base di guerra», e che invece la prefettura pare ferrea nel non accettare alcun ingresso nell'area militare, si comprende perché la vigilia è carica di timori.
IL FURTO. Nei giorni scorsi un carico di armi è stato rubato in Slovenia, al confine. Quelle bombe e quei fucili, secondo gli investigatori, sono già entrati in Italia e parte della refurtiva potrebbe essere destinata alle manifestazioni. Quali siano i motivi per i quali il ministero lo ipotizza, è impossibile saperlo. Ma, di fatto, anche per questo Vicenza domani sarà blindata, e dall'inizio della settimana le forze dell'ordine sono presenti in massa.
IL NO DAL MOLIN. «Lo abbiamo scritto già nell'appello di convocazione della manifestazione: il 4 luglio vogliamo entrare nella base - scrive il presidio -.Tantissime iniziative non sono bastate a far rispettare la democrazia. Chi ha progettato l'installazione la vuole imporre ai cittadini, calpestando la loro volontà. Le recinzioni, la chiusura di via Ferrarin e il filo spinato rappresentano quest'imposizione. Lo faremo con la tranquillità e la determinazione che caratterizzano la mobilitazione vicentina». L'impressione è che il presidio intenda organizzare un'azione simbolica, come lo fu quella di piantare gli alberi.
IL VERTICE. Ieri pomeriggio in questura si è tenuto un vertice con il questore e tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine. Si è ragionato di una serie di aspetti tecnici ma, da quanto è trapelato, non ci sarebbe alcuna intenzione di mediare con i manifestanti. «Nella base militare non si entra», è l'imperativo. Il rischio, a questo punto, è quello di scontri.
TRENTO E CASARINI. A Trento, ieri, sono state sigillate con catene e lucchetti le porte della Provincia. La scritta "No base" può far pensare al Dal Molin ma anche alla caserma Mattarello di Trento. Luca Casarini, leader dei centri sociali, ha spiegato che domani sarà a Vicenza: «Vedremo cosa farà Obama. È stato eletto presidente degli Usa anche perchè è contro le guerre. È stato invitato a Vicenza, vedremo se risponderà».
Diego Neri



1montagnaedintorni - 04/07/2009 00:05
Il cosidetto furto di armi non è altro che la strategia della tensione che conosciamo a memoria. Obiettivo entrare nella base. AVANTI A TUTTA