Variati batte cassa a Roma per i servizi
IL CANTIERE. Il sindaco insiste per l’ispezione se l’opera non sarà dichiarata di difesa nazionale. L’appello: «Il centro non è coinvolto, i saldi sono salvi»Vicenza. Variati a ruota libera su Dal Molin e dintorni. Il sindaco punta il dito, come nei manifesti della campagna elettorale. Ne ha per tutti: nel mirino finiscono l'opposizione, il governo, il commissario Paolo Costa. Si salvano solo gli americani, definiti vittime di un pasticciaccio all'italiana. IL CANTIERE. Variati non si accontenta della gitarella al Dal Molin che gli ha promesso il commissario Costa, per il quale vale il motto "sì visite, no ispezioni". Il sindaco pretende chiarezza per poter dare risposte certe ai firmatari dell'esposto che esorta verifiche sulla regolarità dei lavori e sulla tipologia di materiali trattati: «Il Comune deve aprire un procedimento amministrativo con relativo accertamento, ma per il momento questo sopralluogo viene negato perché ci dicono che si tratta di opere di difesa nazionale su cui il Comune non ha potere né autorizzativo né ispettivo. Chiedo allora il documento che stabilisce che si tratta di opere di difesa nazionale: agli atti del Comune non c'è nulla».
AIM & C. Il sindaco prepara il conto da spedire a Roma per le opere complementari collegate al cantiere: «Voglio capire cosa comporterà l'insediamento in termini di fognature e di acquedotto, perché la base non potrà essere di certo a carico dei vicentini, e voglio definire con la Provincia e gli altri Comuni tutte le questioni relative alla tangenziale nord per recarmi a Roma e chiedere il dovuto».
L'APPELLO. Ai vicentini Variati indirizza un appello: «Poiché si svolgerà fuori dal centro, non creerà alcun disagio a chi vorrà a fare shopping in città nel primo giorno di saldi. Il mio impegno è sempre stato quello di riportare ogni fatto nel solco della democrazia. Chi desidera manifestare lo potrà fare in prossimità del Dal Molin, e in questo senso stiamo collaborando a cercare di creare minor disagio possibile alla città; chi al contrario vorrà venire in centro per i saldi, potrà farlo in tutta tranquillità. Quando arrivano manifestanti anche da fuori, c'è sempre un po' di preoccupazione: mi auguro che non ci siano inutili tensioni. Da parte mia, non parteciperò alla manifestazione perché il posto del sindaco in una giornata così delicata è in municipio, a monitorare la situazione».
L'OPPOSIZIONE. Il vaso di palazzo Trissino è colmo e pronto a straripare dopo la nuova ondata di polemiche sul 4 luglio. Variati se la prende con l'opposizione: «Basta menzogne sul Dal Molin. Chi oggi mi accusa con immotivato livore è stato corresponsabile di scelte superficiali e poco trasparenti che hanno portato all'errore storico e ambientale della base al Dal Molin. Registro un livore fuori luogo: pare che sia il sindaco a seminare odio, che sia colpa mia se il 4 luglio la Ederle non sarà aperta ai vicentini, che io abbia autorizzato la manifestazione dei comitati. Il sindaco, nelle parole e nei fatti, si è sempre dimostrato amico degli americani. Il 2 luglio sarò come l'anno scorso alla Ederle per la cerimonia del Saluto alla Nazione; per il 4 avevamo dato tutto il nostro supporto logistico per lo svolgimento della festa. Quanto all'autorizzazione della manifestazione, i consiglieri comunali ben sanno che la competenza è della questura. Gli americani sono vittime della superficialità e della poca trasparenza dello Stato italiano e di chi governava in Comune negli anni in cui sono state prese le decisioni».
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