Thiene, gli Usa dicono no al villaggio

URBANISTICA. Blitz dei "No Dal Molin" nella zona destinata ai militari Usa, ma i vertici Setaf hanno già cambiato idea

Incontro del sindaco Busetti con le autorità militari Usa: «Case troppo lontane dalla base di Vicenza»
30/06/2009
Zoom Foto
Il maxi manifesto appeso durante il blitz dei “No Dal Molin”

Dal Molin. Ironia della sorte. Mentre una frangia pseudo-thienese dei "No Dal Molin" mette a segno un bliz propagandistico in città, si apprende che a Thiene non sorgerà alcun villaggio americano. Parole del sindaco, confermate dal proprietario del terreno dove dovevano essere costruite le residenze e ufficializzate dalle autorità americane. Nei giorni scorsi un alto ufficiale della Setaf ha incontrato Maria Rita Busetti nel suo ufficio e le ha fatto sapere che le famiglie e i militari della 173a brigata provenienti da Bamberg non troveranno alloggio vicino al Parco sud. «Troppo lontani dalla base di Vicenza», ha precisato il militare ringraziando tuttavia il sindaco per la disponibilità.

Busetti, pur con un po' di delusione ha ringraziato. «Ci dispiace, ma siamo grati ugualmente agli americani perché hanno apprezzato la nostra apertura».
Dunque, si chiude l'appendice Dal Molin in città proprio quando si stavano affilando le armi in vista del grande corteo del 4 luglio a Vicenza. Nel week end alcuni attivisti di Libera Zone, che si sono firmati "Indipendisti veneti", hanno messo a segno un blitz nel terreno dove erano previste le case americane. Hanno attaccato ad una impalcatura un grande striscione con la scritta "Non a basi e villaggi di guerra, non svendiamo la nostra terra". Poi hanno allegato la foto ad un comunicato spedito alla nostra redazione. «Il sindaco leghista di questa città - dice la nota spedita dal portavoce del movimento Cristian Moresco - parla di integrazione con gli americani ma d'altra parte reprime e persegue gli immigrati che lavorano e sostengono le casse comunali...lo spazio individuato per il villaggio lo si vorrebbe riempire di cemento nonostante la presenza di diverse case sfitte. E le nuove case verranno "offerte" ai militari americani e non alla comunità locale, alla faccia dello slogan "paroni a casa nostra"».

Il comunicato si chiude con un invito a partecipare alla manifestazione di sabato.
Busetti risponde con poche ma non certo tenere parole. «Vorrei dire che agli imbecilli non si risponde, ma preferisco usare la parola ebeti, che mi pare più giusta per un veneto, visto che dicono di essere indipendentisti veneti. A questa gente nemmeno rispondo, anche perché stanno montando una campagna antiamericana anche a Thiene, dove peraltro non si farà il villaggio. Prima di parlare si informassero almeno. Io dico solo che per colpa dei No Global, sabato dovremo pagare migliaia di agenti per la loro manifestazione. É una vergogna, altro che dare le case agli americani».

Dennis Dellai


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1 renzokiwi 30/06/2009 11:47 100 commenti

TABULA RASA DAL MOLIN CRIMINE CONTRO LE COMUNITA’ VENETE Il Nord-Est divora se stesso. Cementificando dappertutto, asfaltando fin sulla porta di casa. Son spuntati come funghi i capannoni, funghi moderni. Nella nebbiolina del mattino qualcosa si muove: son gru accanto enormi cartelloni con la scritta “VENDESI”. Se si potesse, si costruirebbe anche sull’Ossario, sul Grappa, sul Piave, sul Montello, sul Consiglio, sui vigneti del Prosecco e sui campi del Radicchio di Treviso. Fossi ristretti e tombati. File di macchine e camion. Ogni comune, ogni frazione, ogni borgata ha la sua zona industriale Ancora fabbriche e cemento: per il benessere di tutti o per il taccuino di pochi! Ancora speculazioni d’ogni risma MANCAVA SOLO UNA NUOVA BASE DI GUERRA A VICENZA COM’È POSSIBILE CHE SI PERMETTA A DEI CRIMINALI DI GUERRA, RESPONSABILI DEL GENOCIDIO DEL POPOLO IRACHENO (SI PARLA DI UN MILIONE E TRECENTOMILA MORTI) DI CREARSI UN NUOVO “COVO” A VICENZA SENZA CHE NESSUNO DICA QUALCOSA PER FERMARE QUESTA VERGOGNA? Non è detto. Anche sotto il manto di asfalto, l’erba lavora, e rispunta; Le radici delle piante alzano i marciapiedi di cemento armato perché è la forza della natura; potete imbrigliarla, coprirla, tentare di soffocarla, alla fine RISPUNTA, e molte volte si vendica I CITTADINI DI VICENZA RESISTONO ANCHE SE ORMAI C’E IL CANCRO PER TUTTI

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