Emergono reperti. I ladri se li prendono

IL FURTO. Il colpo è avvenuto nell’area di scavi archeologici dove sorgerà il Cis a Montebello


Spariti monete e altri oggetti in bronzo di epoca romana Trovati una ventina di buchi: avevano un metal detector
26/06/2009
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Gli scavi archeologici nell’area dove sorgerà il Cis a Montebello e dove è avvenuto il furto. COLORFOTO

Montebello. Un furto che ha del clamoroso. Monete e altri resti di epoca romana sono stati trafugati nella notte dalla zona di scavi archeologici sorta da qualche settimana nell'area dove, nelle intenzioni, dovrebbe nascere il Centro intermodale di servizi a Montebello.
L'incursione è avvenuta durante la scorsa notte. I malviventi hanno raggiunto via del Progresso, nella zona industriale di località Ca' Sordis, a poca distanza dalla strada regionale 11. Nella vasta zona agricola, la Soprintendenza per i beni archeologici di Padova, che gestisce anche il Vicentino, ha piantato una serie di campi di scavo. Si tratta di un'iniziativa voluta nell'ambito della realizzazione del Cis, e che finora aveva portato ad individuare parecchi reperti di epoca romana. Gli scavi però sono agli inizi e non sono stati molto pubblicizzati, probabilmente per evitare di attirare troppo l'attenzione. Ma i ladri sapevano quello che serviva, e approfittando che di notte in zona non c'è nessuno sono entrati in azione.
Con ogni probabilità, come emerso ieri mattina, i malviventi - collezionisti o ladri specializzati al soldo di qualche ricettatore? - hanno utilizzato un metal detector. Con lo strumento, hanno individuato una ventina di punti sotto i quali presumibilmente c'erano dei resti metallici ed hanno scavato dei piccoli fori. Quindi, dopo un lavoro che dev'essere durato almeno un paio d'ore, sono scomparsi nel nulla.
L'allarme l'hanno dato ieri mattina alcuni dipendenti della società incaricata degli scavi, che hanno avvisato la direttrice dei beni archeologici, Marisa Rigoni. Quest'ultima si è resa conto di persona dell'accaduto ed ha allertato i carabinieri della stazione di Montebello e della compagnia di Valdagno. I militari del capitano Massari e del maresciallo Poiesi hanno avviato gli accertamenti, allo scopo di comprendere se in zona ci fossero stati dei movimenti sospetti nei giorni scorsi. Notizia del furto è stata data anche ai colleghi del nucleo di tutela del patrimonio artistico di Venezia, specializzati in questo genere di indagini.
Che cosa sia stato fatto sparire e quale sia il suo valore al momento è impossibile dirlo. Si tratterebbe di monete di bronzo e di alcuni piccoli utensili da lavoro che vantano circa duemila anni di storia. Senza dubbio, si tratta di un colpo su commissione e il ricettatore aveva già bene in mente di piazzare la merce sul mercato nero. Resta da comprendere attraverso quali canali, se in Italia o all'estero. Essendo però pezzi non ancora censiti, sarà assai complesso riuscire ad individuarli con rapidità e precisione.
Nel frattempo, la soprintendenza e le forze dell'ordine stanno verificando in che maniera proteggere da altre incursioni criminali il cantiere, che sarà controllato in maniera più massiccia soprattutto durante la notte e durante i fine settimana.

Diego Neri


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