Gregucci firma, ma per l'Atalanta
L'ORMAI EX MISTER BIANCOROSSO SPIEGA: «HO SAPUTO SOLO LA SERA DI GIOVEDÌ CHE IL PRESIDENTE RUGGERI VOLEVA INCONTRARMI E POI ABBIAMO TROVATO L'ACCORDO»Il tecnico: «La società sapeva benissimo che sarei andato via nel caso di un'offerta che arrivasse dalla A»
Vicenza. Gregucci, tanto per andare subito al sodo: che senso ha avuto l'incontro di giovedì con l'a.d. Preto se poi questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ha firmato con l'Atalanta? «La mia società sapeva benissimo che se fosse arrivata un'offerta da una squadra di serie A italiana o estera sarei andato via ed era d'accordo».
Comunque se stamattina (ieri per chi legge) era a Bergamo vuol dire che lo sapeva già il giorno prima.
«Intanto l'ho saputo solo in serata, poi mi hanno chiesto un incontro perchè la famiglia Ruggeri voleva conoscermi, invece a mano a mano che il colloquio andava avanti ci siamo trovati sempre più in accordo e alla fine Ruggeri junior non mi ha più fatto uscire da casa sua».
C'è da chiedersi: ma come mai con Ruggeri trova l'accordo in poche ore e col Vicenza ci gira attorno per giorni e non firma?
«Perchè l'Atalanta mi dà la possibilità di lavorare in serie A, è la mia aspirazione. Ci tengo però a dire che non ho preso in considerazione nessuna squadra di B, in questo caso ci sarebbe stato il Vicenza e basta».
Ma lei crede che i tifosi biancorossi capiranno?
«Io so che vi sto dicendo la verità: la mia società sapeva da subito che di fronte ad un'offerta dalla serie A sarei andato via».
Dunque non era una questione di soldi?
«Diciamo che davanti alla possibilità di allenare nella massima serie tutto passa in seconda linea, poi è ovvio che se ti chiedono di ridurti lo stipendio, e non di poco, e alla fine accetti, chiaro che almeno vai a trattare sui programmi».
Scusi, ma certe sue frasi adesso suonano un po' male: ricorda ad esempio quando ha detto, dopo la gara con il Piacenza, che non era uscito dal Menti col magone perchè non aveva la sensazione che sarebbe stata l'ultima volta?
«Ma è stato così quel giorno, d'altra parte se non fosse arrivata questa offerta dalla A io sarei rimasto».
A Bergamo si porta il suo staff tecnico?
«Sì, Ciullini, Luzardi e Ton».
C'è poco da fare, questi i suoi tre anni alla guida del Vicenza non si chiudono bene, lo sa vero?
«L'ho detto anche a quelli dell'Atalanta che sono orgoglioso di aver potuto allenare una squadra dal passato così glorioso, così come so che se oggi io vado ad allenare in serie A è merito proprio di questa società che tre anni fa mi ha dato fiducia. Io devo molto alla famiglia Cassingena; a tutti, ma proprio a tutti, quelli che hanno lavorato con me; ai miei giocatori e ai tifosi biancorossi. Li ringrazio, ma so anche che in questi tre anni ce l'ho messa tutta, ho dato il massimo della mia professionalità, non mi sono risparmiato su niente e questo credo mi debba essere riconosciuto».
Alberta Mantovani
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1 naikol 06/06/2009 21:37 2 commenti
Vergognoso