Strade insanguinate,  due mortali
ieri sera ad Asiago e Pove

SERATA TRAGICA. La tragedia ieri sera alle 18.40 sulla Sp 349 in località Ghertele, alcuni chilometri prima del confine Trentino. Il secondo episodio intorno alle 22 tra Pove e Cassola
25/08/2012
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Il luogo della tragedia lungo la provinciale 349 del Costo in località Ghertele FOTO GERARDO RIGONI

Asiago. Una giornata di vacanza finisce nel sangue. Una giovane coppia in moto vola contro la roccia scendendo da passo Vezzena verso Camporovere, in località Ghertele, e si consuma la tragedia. Il motociclista Federico Maria Rossi, 26 anni, nativo di Castelfranco e residente a Padova, muore mentre i sanitari del Suem di Asiago e Trento, giunti in eliambulanza, gli stanno prestando soccorso. La sua ragazza Federica Murer, 24 anni, padovana di Cadoneghe, è invece ricoverata al San Bortolo di Vicenza in prognosi riservata. Ha subito alcune gravi fratture e i medici sono preoccupati per possibili lesioni interne.
La disgrazia avveniene al termine di un sorpasso. Rossi perde il controllo della sua potente Bmw 1200, finendo fuori strada e sbattendo violentemente contro le rocce che affiancano la strada. Nell'urto anche Federica che viaggiava sul sellino posteriore, ha subito fratture agli arti inferiori. Trasportata all'ospedale di Asiago, la ragazza è stata sottoposta agli esami diagnostici prima di essere avviata al centro di rianimazione del capoluogo.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Asiago e Canove, basandosi sulle testimonianze degli automobilisti in transito, pare che il ragazzo abbia sorpassato due auto di una comitiva di giovani ferraresi in vacanza ad Asiago, ieri in gita al lago di Lavarone. Per motivi ancora al vaglio degli inquirenti, che compieranno un sopralluogo anche oggi visto che verso le 19.30 ha iniziato a imbrunire, la vittima ha perso il controllo della Bmw finendo contro la parete rocciosa. Tra le ipotesi è che oltre alla velocità, abbia giocato un ruolo un sasso, oppure un avvallamento dell'asfalto che ha disturbato Rossi: di certo non c'è stato alcun contatto con le auto che stava sorpassando. A soccorrere per primi i due feriti sono stati gli stessi ragazzi che poi sono corsi al vicino ristorante Ghertele per chiamare soccorsi perché nella stretta valle manca ogni collegamento di telefonia mobile. La centrale del Suem di Vicenza oltre all'mbulanza di Asiago, ha inviato l'elisoccorso di Trento, che ha prima calato con il verricello un medico per poi atterrare a circa un chilometro di distanza. Il medico trentino ha trovato il giovane ancora in vita, ma non ha avuto nemmeno il tempo di iniziare ad intervenire che il ferito emetteva l'ultimo respiro. Il corpo del ragazzo avrebbe fatto da scudo a Federica.
La provinciale del Costo è rimasta interrotta per quasi 4 ore per permettere ai carabinieri di eseguire i rilievi.

Pove del Grappa. L'ennesimo incidente stradale che ha insanguinato le strade s'è verificato ieri sera verso le 22 lungo la Valsugana, ai confini tra Pove e Cassola. È morto un cittadino pakistano che viaggiava con altri connazionali su un camioncino, il quale per cause in via di accertamento è entrato in collisione con un veicolo analogo, al volante del quale si trovava un italiano. Secondo i primi accertamenti, la tragedia, consumatasi lungo la corsia che porta al Padovano, è stata causata da un tamponamento. Non è escluso che il conducente di uno dei veicoli, per qualche motivo si fosse fermato e che il secondo camioncino gli sia piombato addosso. Oltre alla persona deceduta un altro pakistano è stato trasportato in gravi condizioni al San Bassiano. Si tratta del trentenne A. S., residente a Mussolente. È stato sottoposto a una serie di accertamenti che hanno evidenziato diversi traumi e i sanitari ne prevedevano il successivo ricovero nel reparto di rianimazione. Il ferito, così come la vittima, viaggiava a bordo di un camioncino di colore rosso, più piccolo dell'altro mezzo. I due pakistani erano sull'asfalto quando sono arrivati i sanitari. A nulla sono valsi i tentativi per strappare alla morte il ferito più grave. La salma dello sfortunato extracomunitario è rimasta sul posto dell'incidente in attesa di essere rimossa dagli addetti dell'impresa funebre di turno, una volta arrivato il nulla osta del magistrato. Molto probabilmente il gruppo di pakistani aveva concluso un'atttvità lavorativa e stava rincasando. C'erano diversi altri connazionali della vittima sul luogo del sinistro. Su uno dei caminicioni era caricato del materiale anche ferroso, in parte finito sulla carreggiata. Per consentire ai mezzi di soccorsi di arrivare sul luogo dell'incidente, la corsia sud della Valsugana è stata bloccata per un lungo tratto. A deviare gli automobilisti su altre strade, a nord e a sud del luogo dell'incidente, c'erano le pattuglie della polizia. I rilievi del sinistro sono stati invece effettuati dai carabinieri. Sono intervenute pattuglie del nucleo radiomobile e della stazione di Romano che hanno raccolto alcune testimonianze per ricostruire la dinamica. Si è reso necessario anche l'intervento dei vigili del fuoco. Il tratto della Valsugana interessato dall'incidente è rimasto bloccato fino a notte: i mezzi coinvolti e il materiale finito sull'asfalto bloccavano l'intera carreggiata in un tratto indisioso - anche se rettilineo - perché buio.
Lucio Zonta

Gerardo Rigoni




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