E' morto all'ospedale di Verona
l'anziano caduto nel pozzo
POSINA. L'incidente ieri mattina alle 10 in contrà Collo. Il pensionato aveva 73 anni. Dopo che la grata aveva ceduto era caduto riportando numerose fratture che gli sono state fatali nonostante le cure.
ORE 16. E' morto questa notte all'ospedale di Verona Arturo Cortiana per le gravissime fratture riportate nella caduta in un pozzo a Posina. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi e le cure mediche tempestive l'uomo non ce l'ha fatta ed è spirato in nottata.
Posina. «Aiuto, aiuto, sono qua sotto, tiratemi su, aiuto. Ho le gambe che mi fanno molto male». Queste le invocazioni di dolore con cui Arturo Cortiana, 73 anni, ora ricoverato in gravi condizioni a Verona, ha fatto capire di essere precipitato nel pozzo, profondo 10 metri, posto di fronte alla sua legnaia-garage. Il fatto è accaduto ieri alle 10.30 a Collo, una delle 92 contrade di Posina, abbarbicata sul versante nord del Novegno. L'anziano, che vive con la figlia Paola, ieri recatasi al mercato, era stato visto aggirarsi nella corte. «Gli avevo parlato alle 10 - racconta Liliana Cortiana, residente a Thiene, ma nativa di Collo, dove spesso ritorna -. Ho sentito delle voci, ma pensavo fossero dei ragazzi. Poi, mi sono avvicinata e ho visto il buco del pozzo. Arturo chiamava dal fondo e si lamentava per i dolori. Sono corsa a chiamare aiuto». L'allarme ha fatto subito tornare la figlia Paola e accorrere alcuni vicini, oltre al sindaco, Andrea Cecchellero, e il comandante dei carabinieri della stazione, Bruno Granello. Poi si sono sentite provenire dal fondovalle le sirene dell'ambulanza e dei vigili del fuoco di Schio. È così iniziata un'azione di salvataggio quanto mai tempestiva e organizzata: si trattava, infatti, di prestare soccorso ad un uomo già cardiopatico e diabetico, gravemente ferito, agendo nel buio di un pertugio di un metro per un metro. Un pozzo dentro cui Cortiana era caduto per l'improvviso cedimento della copertura, costituita da una grata in ferro, sormontata da un coperchio di cemento e da assi di legno, messe per facilitare il passaggio della sua Ape, con cui entrava e usciva dal garage. Il medico del Suem, che ha raggiunto il ferito tramite una scaletta a pioli, ha subito capito che le sue condizioni erano gravi. «Ha entrambi i femori rotti, con fratture esposte - ha riferito agli altri soccorritori -. Anche il bacino è fratturato, come il braccio sinistro e forse ci sono alcune vertebre sormontate». Parole che subito hanno affrettato la decisione di far intervenire l'elisoccorso di Verona emergenza. Impossibile, però, farlo atterrare su un prato, per la presenza di ferri a sbalzo. Si è quindi scelto un breve spiazzo su cui, con estrema abilità, il velivolo del 118 è atterrato. Sono stati i pompieri e gli uomini del Soccorso alpino di Verona a predisporre un paranco sopra il pozzo e a caricare in verticale la barella col ferito. Un'operazione portata a termine dopo quattro ore dalla caduta e la stabilizzazione del paziente, che si lamentava. Poi il volo verso il Borgo Trento dov'è ricoverato in prognosi riservata.
Giovanni Matteo Filosofo
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1 giginero 19/08/2012 00:19 7 commenti
Ah poveretto!! Speravo superasse questo brutto incidente! Quante volte durante “il giro delle contrade”lo trovavo fuori di casa e a me piaceva tanto fare quattro chiacchere insieme e farmi raccontare la vita di montagna, soprattutto quella dura di un tempo. E lui era così cordiale e allegro nel raccontarmi le storie di tempi passati di quella verde valle di Posina, di quando era bambino e d’inverno quando c’era la neve andava a scuola giù in paese con la slitta. E poi mi raccontava di genti e di contrade ed io ad ascoltarlo come incantato di quella pura genuinità. Riposa in pace sig. Arturo e tante condoglianze alla figlia.