Valdastico, viaggio in anteprima
Fino a Longare in 4 minuti
ESCLUSIVA. Abbiamo percorso in anteprima i sette chilometri dell'A31 che collegheranno Vicenza Est con la Rivera Berica. Il primo tratto della Valdastico Sud sarà inaugurato il 22 settembre dal ministro Passera e da Zaia. L'emozione di Schneck alla guida
Vicenza. Dopo l'uscita di Vicenza Est, direzione Padova, eccoci allo svincolo per l'A31. Direzione? Sud. E sì, perché stavolta si può scegliere. E allora via, lungo la Valdastico, pronta per l'uso. Almeno in un tratto, lo stralcio che porta fino al primo casello: Montegaldella-Longare. Un viaggio che, c'è da scommetterci, faranno tanti vicentini per arrivare in Riviera Berica risparmiando benzina e tempo. Un viaggio che, in anteprima, compie Il Giornale di Vicenza.
«Un viaggio che è una soddisfazione», conferma il presidente della società autostrada Brescia-Padova, Attilio Schneck, che guida la spedizione in avanscoperta di questi primi 7 chilometri di autostrada in attesa che siano a disposizione di tutti.
All'inaugurazione del 22 settembre ci sarà anche il ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera e il Governatore del Veneto, Luca Zaia. Si dovrà attendere il 2014 per poter percorre interamente la Valdastico Sud, fino a Badia Polesine, Rovigo.
LA BELLA SIGNORA. È Schneck che sottolinea i vantaggi di questa strada per i vicentini e non solo. «Con una media di 120 all'ora si arriva in 4 minuti a Montegaldella. Addio code e chilometri sulla Riviera Berica, addio tempo sprecato». I caselli sono più di uno. Oltre a quello di Montegaldella, c'è Albettone –Barbarano, terzo Agugliaro e quarto Noventa. Tempo previsto da Vicenza Est: 14 minuti di viaggio. «È un'autostrada che è anche bella. Sì, perché ci sono dei ponti che sono delle opere d'arte. E i caselli sono innovativi», esordisce Schneck prima di salire in auto.
IL VIAGGIO. Il viaggio di anteprima del Giornale di Vicenza non inizia proprio dallo svincolo lungo l'A4, che sarà percorribile solo dal giorno dell'inaugurazione, ma da una strada di cantiere che ci si lascia alle spalle appena dopo lo svincolo. Si entra così nella nuova Valdastico Sud. I cartelli stradali ancora non ci sono, le strisce che dividono le corsie neppure. Piccoli particolari che mancano, un po' come i ritocchi per una bella signora prima di uscire: il colpo di pettine e il ritocco al trucco. Ammette Schneck: «Per le strisce basteranno pochi giorni prima. Dopo l'asfaltatura si deve attende 40 giorni per disegnare le linee », precisa Schneck, versione tecnico. C'erano anche loro, i tecnici, ieri in tour con il presidente: gli ingegneri che hanno costruito l'A31 piantando i primi picchetti sul terreno. Era il 2005.
LE OPERE. Il primissimo tratto è il viadotto sopraelevato. Si viaggia sopra alla testa degli automobilisti dell'A4, in territorio di Torri di Quartesolo. Poco dopo invece ci si ritrova in trincea, mascherati da dune e barriere anti rumore per non essere nè visti nè sentiti. «Il tratto vicentino, fino a Noventa, è quello che ha impegnato di più dal punto di vista delle opere per diminuire l'impatto ambientale - spiegano i tecnici - tra gallerie artificiali e trincee». Quindi il ponte strallato sul Bacchiglione e la roggia Canaletto: la campata centrale è di 140 metri, le antenne sono alte 40 dal piano campagna. «La vera bellezza è l'altro ponte, quello sull'Adige, a una manciata di chilometri da qui - sottolinea Schneck -: è alto 95 metri e ha una larghezza di 310 metri. Un'opera d'arte». Intanto si passa il ponte e in un attimo si è già al casello: fine della corsa. «Il casello non è un unico complesso - spiegano i tecnici - , ma sono quattro piccoli edifici, che saranno completamente automatizzati, uno per ogni direzione di entrata e uscita». Poi lo svincolo di Montegaldella, già aperto: il rondò e si imbocca l'A31 cantiere per tornare. Accanto all'autostrada, scorre una sorta di pista asfaltata. «È una corsia per le manutenzioni e le emergenze - spiega Schneck - è la prima autovia in Italia ad esserne dotata». Sì, perché bella va bene, ma la signora autostrada deve essere soprattutto sicura e pratica.
Cristina Giacomuzzo
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1 tanus75 11/08/2012 21:32 737 commenti
avanti a tutta birra anche verso nord, chi si oppone naturalmente sono i soliti pagliacci con la mentalità di 100 anni fa, il territorio si deve sviluppare, creare nuovi posti di lavoro, il turismo mica lascire le zone insviluppate...Se guardiamo il basso vicentino ne è l'esempio