Vicenza e Bassano si fanno la guerra
a suon di mostre. Si tenta l'accordo
IL CASO. Palazzo Trissino propone un accordo per l'evento Raffaello verso Picasso alla città del Grappa che invece organizza una sua esibizione: «Snobbati con poca educazione» Il sindaco Cimatti era d'accordo «Forse qualcuno ha sbagliato». E adesso tentano di rientrare
Vicenza. Sembravano tutti d'accordo, perfino entusiasti: il curatore artistico che la propone al sindaco di Vicenza che chiama quello di Bassano che dice «che bella idea» e passa tutto all'assessore alla cultura. Poi mistero: cala il silenzio e di quella collaborazione-condivisione tra le due città in vista della super mostra di ottobre in Basilica Palladiana “Raffaello verso Picasso” non se ne parla più. Fino a scoprire, poco tempo fa, che Bassano ne organizza una di sua, guarda te, sui pittori italiani del Novecento. Un bel dispetto, anche se il problema non è certo quello della concorrenza: quella di Vicenza è un'esibizione internazionale con opere che vanno da Tiziano e Rembrandt a Van Gogh e Matisse. Quello che non si capisce è perché se tutti hanno detto sì, Bassano se ne sia andata per conto suo. Eppure quella “sinergia”, dicono, la voleva Vicenza con Variati, la voleva Bassano con Cimatti, l'aveva chiesta il curatore della mostra Marco Goldin. Allora cosa si è inceppato, al punto che da Palazzo Trissino non nascondono «stupore e disappunto» visto che «la nostra volontà di collaborazione è stata snobbata e anche con un po' di malagrazia»? Proviamo a ricostruire, anche se causa ferie manca uno dei protagonisti, l'assessore alla cultura e vicesindaco di Bassano Carlo Ferraro. Nell'autunno dell'anno scorso il sindaco Variati chiama il collega di Bassano. Gli parla della mostra in Basilica, dice che verrà fatto un libretto a grande tiratura con percorsi e luoghi d'interesse in provincia, propone un accordo ai grandi Comuni e a Bassano che può presentare opere sue ed entrare nel progetto, magari con biglietti speciali che offrono l'intero percorso delle mostre. Cimatti si dice d'accordo, l'idea gli piace e trasferisce tutto all'assessorato alla cultura. Come conferma anche oggi: «Ricordo che la richiesta di fare un ticket assieme l'abbiamo proposta noi. Anzi, vista la grande importanza dell'evento in Basilica con gente che verrà anche da lontano per vederla, era giusto offrire qualcos'altro. Quando Cariverona ci ha dato il finanziamento, abbiamo citato la sinergia con Vicenza». Sinergia che non però non c'era. Perché, dicono sempre da Palazzo Trissino, dopo l'ok di Cimatti dall'assessorato alla cultura di Bassano c'è stato solo silenzio: «Io ho passato tutto a loro - dice Cimatti -, bisognerebbe sentire Ferraro ma è in ferie. Però qualcuno mi dice che il no è arrivato dallo stesso Goldin, pare che sia geloso delle sue cose. Ribadisco che i rapporti con Vicenza e Variati sono ottimi, non so cosa non ha funzionato, certo qualche errore da parte nostra può esserci stato, o di qualcun altro...». Anche da Vicenza non vogliono fare polemica: grande stima per il sindaco di Bassano, nessuna intenzione di aprire discussioni. E fanno notare che sì, Goldin ha detto no. Ma solo poche settimane fa, dopo che uscita dal lungo silenzio Bassano si è presentata chiedendo di rientrare nel progetto. E dopo che quella collaborazione l'aveva proposta lui ancora a inizio 2012. Insomma la sensazione dell'occasione mancata (più per Bassano, forse) e di un dispetto gratuito resta.
Alessandro Mognon
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1 matthewmarostica01 01/08/2012 13:07 2 commenti
Bassano è una città egocentrica. Lei, assieme a Marostica, sa vendersi. Vicenza dovrebbe imparare da loro. Vicenzxa ha potenzialità immense ma non sfruttate e comunicate, neanche dai cittadini. In caso la mostra Bassanese riscuotesse maggior successo della Vicentina urgerebbe una rinnovazione della promozione turistica berica.