Rosà, le proteste “spengono” le campane

A ROSÀ. Addio al suono del “Toni” e anche alle festose melodie in occasione dei matrimoni. Resta solo la campanella che annuncia le messe. Il suono supera la soglia di legge. L'arciprete Balbo: «Non vogliamo contenziosi legali»
28/07/2012
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Il duomo e il campanile di Rosà. Bavaglio alle campane

Rosà. Le campane del duomo di Rosà sono mute. Basta il suono triste che ricorda i decessi, una serie di rintocchi per gli uomini e due per le donne. Stop al suono imponente di “Toni”, una delle campane più grandi della diocesi, dedicata al patrono S. Antonio, a mezzogiorno. Ci sarà solo l'annuncio delicato, e molto breve, della campanella che preannuncia le messe, un quarto d'ora prima. “Toni” ammutolito anche nei giorni festivi e, a quanto sembra, saranno penalizzati anche i concerti in occasione dei matrimoni.  La decisione è stata presa dall'arciprete di Rosà, Giorgio Balbo, in seguito alle proteste arrivate per il superamento dei limiti dell'inquinamento acustico previsti dal piano di zonizzazione approvato dal Comune. Meglio adeguarsi che correre certi rischi. In altri casi il contenzioso con i privati ha portato alla condanna dei parroci. «C'eravamo già adeguati alla normativa della diocesi in merito all'orario e ai limiti di tempo per il suono delle campane - afferma mons. Balbo, che nel corso di dieci anni ha curato il restauro del campanile e quello del duomo -. La normativa nazionale prevede il suono delle campane solo in precedenza alla celebrazione di riti religiosi e i concerti e i rintocchi della campana più grande superano i limiti dei 50 decibel consentiti. Ho chiesto al sindaco la deroga per l'annuncio delle nascite e dei decessi fra le 17 e le 19, orario in cui non si disturba. La normativa è complessa e trova diverse applicazioni. In Trentino, la Provincia ha autorizzato il suono delle campane in deroga, come manifestazione di un patrimonio e di una tradizione che vanno difesi. In Consiglio regionale del Veneto è ferma una proposta di legge per la valorizzazione e la disciplina del suono delle campane. Di fronte a certi rischi e per evitare contenziosi legali - conclude l'arciprete - le campane suoneranno solo per annunciare, per un periodo brevissimo di tempo, gli appuntamenti religiosi in programma». Non si sa chi abbia protestato. Nel frattempo, però, c'è chi si sta mobilitando per ridare vece alle campane, con la pausa di mezzogiorno, l'Ave Maria della sera. Anche le Acli vogliono togliere il bavaglio alle campane che, da oltre 300 anni, accompagnano momenti religiosi, tristi e felici, della vita del paese.  

Mario Baggio

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