Bassano, da sedici mesi non paga
l'affitto all'orfano Down
A S. GIUSEPPE. La denuncia dell'avvocato del ragazzo disabile Da sedici mesi non paga l'affitto all'orfano Down. Falliti tre sfratti contro una famiglia algerina con 5 figli. Il canone serve al tutore del minore per pagare le spese di scuola e badante
Bassano. Sedici mesi di affitti non pagati, e neppure il terzo tentativo di sfratto va a buon fine. Il bello, si fa per dire, è che a rimetterci è un ragazzo Down senza genitori: il canone serve infatti per coprire i costi della badante e la scuola. Non bastasse, agli sfrattati, una famiglia algerina, il Comune di Cassola ha messo a disposizione un idoneo alloggio gratuito, ma la soluzione non è di loro gradimento. A raccontare la vicenda è l'avv. bassanese Chiara Pasini, che non nasconde la sua amarezza per non essere riuscita ad aiutare il suo cliente. «Paolo, il nome è di fantasia, è orfano dei genitori, ha un tutore nominato dal Tribunale - spiega il legale - e ha ereditato dalla madre un immobile a San Giuseppe di Cassola, che poi è stato dato in affitto con regolare contratto a un immigrato algerino, che risiede lì con moglie e cinque figli. «Nell'aprile del 2011 - prosegue ancora l'avv. Pasini - l'affittuario ha smesso di pagare il canone con cui il tutore, dedotte le tasse, provvede alle primarie esigenze di Paolo, tra le quali il pagamento della badante che lo assiste e la retta della scuola che lui frequenta durante il giorno. In conseguenza del mancato pagamento del canone, ho ricevuto l'incarico dal tutore di redigere lo sfratto per morosità. Nei mesi successivi si è svolto l'iter giudiziario e abbiamo ottenuto finalmente un'ordinanza di rilascio con fissazione per il rilascio spontaneo il 30 marzo scorso». Il 22 maggio, l'Ufficiale si presenta per lo sfratto ma concede un rinvio al 20 giugno e poi un altro al 19 luglio. «Al secondo appuntamento, a cui ho partecipato - racconta l'avv. Pasini - ho appreso che l'affittuario è padre di 5 figli e non lavora perché “mi sono licenziato perché avevo mal di schiena e facevo troppa fatica”. Il 19 luglio ho trovato l'immobile sempre nello stesso stato, con i 5 figli sempre in prima linea. È arrivata anche l'assistente sociale del Comune, con una gentile operatrice sociale, che si è occupata subito di spostare i piccoli in altra stanza. Lì ho appreso che il Comune ha messo a disposizione del conduttore e della sua famiglia un immobile sempre nel Comune di Cassola già da mesi, ma che egli non è interessato perche “deve fare le pulizie” e occuparsi degli allacciamenti! L'Ufficiale ha invitato l'inquilino ad andare in tale immobile attivandosi per il trasloco, ma nulla da fare». Per evitare ai minori di essere messi alla porta, ecco l'ennesimo rinvio a ieri mattina. «Alle 10, io, l'Ufficiale giudiziario, il fabbro e i carabinieri ci siamo presentati sul posto e l'immigrato algerino ha fatto subito capire che non intendeva muoversi - racconta l'avv. Pasini -. L'Ufficiale giudiziario ha comunque incaricato il fabbro di sostituire la serratura, ed ecco che l'agerino si è barricato in salotto con moglie e figli, chiamando amici e parenti e rifiutandosi di uscire. I carabinieri hanno tentato di farlo ragionare, ma lui si è alterato, contestando poi che l'immobile messogli a disposizione dal Comune non è adatto alle sue esigenze. Eppure è una porzione di trifamiliare in centro a Cassola, messa a diposizione gratuitamente». A bloccare lo sfratto è l'ordine del papà ai figli di non muoversi da casa, a fronte del quale nemmeno i carabinieri possono qualcosa, trattandosi di minori. Nuovo rinvio al 13 settembre. «Vincono coloro che non pagano, coloro che si beffano di tutti noi - si sfoga concludendo l'avv. Chiara Pasini - e che non vogliono prendersi la responsabilità di far eseguire un ordine del Tribunale. Qui perdiamo tutti: noi che lavoriamo, studiamo, educhiamo i nostri figli all'eguaglianza e paghiamo i debiti. Perde Paolo, che non vede tutelata la sua condizione di svantaggio, e che paga le tasse sui canoni non percepiti e l'Imu. Perde il suo tutore, che sta anticipando di tasca propria i soldi necessari alla cura e educazione del suo tutelato e che esegue il suo incarico gratis. Infine ho perso io che non ho potuto tutelare il mio assistito di fronte all'arroganza di chi sa che “tanto non mi possono fare niente” e che strumentalizza i propri figli per ottenere i suoi personali risultati».
Davide Moro
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1 laveder_marco 30/07/2012 17:59 1468 commenti
filippo concordo come lei sa che scrivere certe cose in internet sia inutile..e che se uno voglia farle le può fare pagando cio che la legge prevede...cmq devo darle atto che ha richiamato o cmq è intervenuto per allonatarsi da certi atteggiamenti e ok zini ora ci siamo capiti cosi è giusto e ha spiegato ibenissimo...e filippo si ha ragione certi dati alle volte sono dati per pura propaganda o lavarsi la coscienza senza distinzioni di parte politica non lo so sinceramente come hanno preso i dati non è spiegato credo che si riferisca in porpozione..