Caccia, “sì” in Regione alla legge salva-capanni

REGOLE & DOPPIETTE. Il Consiglio veneto modifica il regolamento sugli appostamenti fissi
29/06/2012
Zoom Foto
Gli assessori regionali Roberto Ciambetti e Elena Donazzan

Invocata dalla totalità delle doppiette venete e avversata dal mondo ambientalista, alla fine è stata votata: la legge regionale “salva-capanni” ha avuto ieri il semaforo verde del Consiglio regionale del Veneto. Palazzo Ferro Fini ha approvato a maggioranza (favorevoli Pdl e Lega Nord, contrari Idv e Fsv, astenuti Pd e Udc) il progetto di legge presentato da Pdl e Lega, prima firmataria Elena Donazzan, che modifica l'attuale normativa in materia venatoria estendendo anche alla caccia al colombaccio le regole per gli appostamenti fissi. Questi capanni potranno essere realizzati senza licenza edilizia e autorizzazione paesaggistica in quanto basterà la comunicazione al Comune. La norma del Consiglio veneto, con un emendamento del presidente della commissione Agricoltura Davide Bendinelli, modifica la legge sulle “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio” ed estende l'uso dei capanni - realizzati per la caccia agli ungulati - anche per la caccia ai colombacci. Il mondo venatorio esulta. Soddisfazione anche dai rappresentanti vicentini di Pdl e Lega in Regione. «Abbiamo lavorato per tentare di risolvere una indeterminatezza normativa che ha portato confusione - affermano Elena Donazzan e Roberto Ciambetti, assessori regionali - ma anche penalizzazioni ai cacciatori, che sono stati oggetto di aggressività da parte delle associazioni ambientaliste che hanno sollevato ipotesi di reati ambientali e violazioni urbanistiche». «Grande soddisfazione» anche per il consigliere regionale Pdl Costantino Toniolo, che sottolinea «l'ottimo lavoro» delle commissioni e dell'Aula. «Finalmente siamo arrivati all'approvazione della norma che semplifica la vita agli appassionati di caccia, ma anche alle amministrazioni comunali». Una norma, aggiungono ancora Donazzan e Ciambetti, che «sarà anche di aiuto alle amministrazioni comunali che si sono trovate a fronteggiare la difficile situazione di una selva di interpretazioni». Un plauso al voto dell'Aula arriva anche dall'Associazione cacciatori veneti, per voce di Maria Cristina Caretta, e dall'europarlamentare Sergio Berlato, che però danno una lettura diversa dei “meriti” del risultato finale. «Grazie alla sensibilità del presidente Bendinelli e di molti consiglieri - scrive Caretta - il Consiglio regionale ha rimediato all'errore commesso l'8 febbraio quando, forse per superficialità o distrazione, era stato approvato un provvedimento che si limitava a mettere al riparo delle denunce per abuso edilizio solo gli appostamenti per la caccia agli ungulati». «Provvidenziale - aggiunge Berlato - l'intervento di Bendinelli che, accogliendo le proposte emendative suggeritegli da me e dalla presidente Acv Caretta, ha corretto il testo presentato in aula da alcuni consiglieri e assessori regionali che se fosse stato approvato nella formulazione dei proponenti avrebbe provocato ai cacciatori più danni che benefici». È un'implicita stilettata all'ex amica Donazzan, con cui è ormai guerra totale. Ma la Donazzan non raccoglie la sfida: «Ho voluto la massima condivisione dei colleghi di maggioranza perché credo sia sbagliato forzare la mano, muoversi da solisti e ottenere ulteriore maggiore ostilità. Il tema venatorio scalda gli animi, e invece avremmo bisogno di serenità e ragionevole capacità di difendere questa tradizione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti - 6

  • 01
pagine
2
di
15
pagine
2
di
15
  • 01

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.