Fatture false: 30 milioni
Ma è latitante ai Caraibi

CHIAMPO. Il processo ad un imprenditore scappato a Santo Domingo e al presunto complice. Con Cipiemme e Cipiemme srl una maxievasione al fisco. Vane finora le ricerche della guardia di finanza di Arzignano
13/06/2012
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Le indagini erano state seguite dai finanzieri di Arzignano

Chiampo. Fa il gelataio su una delle spiagge più belle del mondo, ai Caraibi, ma la guardia di finanza giura che prima o poi lo arresterà. Intanto, si apre il processo a suo carico dove è accusato di aver evaso il fisco costruendo più di 30 milioni di euro di fatture false.  È in programma dopodomani, davanti al giudice Babudri, l'udienza a carico di Lucio Contardi, 53 anni, imprenditore con residenza a Chiampo in via Mistrorigo 33, ma che vive da almeno un paio d'anni a Santo Domingo dove gli ordini di custodia internazionali non valgono un granchè. Con lui, è alla sbarra il presunto complice Franco Pasquali, 56 anni, di Soave. Sono difesi dagli avv. Andrea Bettini e Giovanni Iannetti.  I due imputati sono accusati di aver prodotto e utilizzato fatture per operazioni inesistenti e di frode fiscale. Con una valanga di fatture fasulle due società avrebbero consentito un'evasione milionaria. I due sarebbero stati, dal 2004 al 2009, amministratore di diritto (Contardi) e di fatto (Pasquali) delle società “Cipiemme srl” e “Cipiemme di Contardi Lucio”, entrambe con sede a Chiampo in via Mistrorigo. L'indagine rientrava nell'operazione “Amici per la pelle 2” condotta dalla finanza della tenenza di Arzignano del tenente Angelo Aloi. I nomi di Pasquali e Contardi erano emersi dopo l'arresto di Alessandro Portinari. Il sistema illecito prevedeva che le due “Cipiemme” fingessero di acquistare pellame con Iva da operatori italiani e di rivenderlo senza Iva dichiarando che era destinato all'estero, maturando così un credito. In realtà non erano i bancali di pelli a muoversi, ma solo le carte. False.  Le fiamme gialle hanno stimato che negli ultimi anni le due società avevano emesso una trentina di milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti, contabilizzando 10 milioni di euro di pellame venduto sulla carta. Pasquali e Contardi avevano ottenuto il credito Iva al quale non avevano diritto (la pelle, oltre a non essere mai uscita dall'Italia, in gran parte dei casi non è mai esistita), e si accordavano illecitamente con alcune concerie per importare realmente le pelli in nero. Le due società avevano rapporti (ritenuti illeciti) con la Trading leather srl e con la Marypel srl.  Le due “Cipiemme” sarebbero diventate evasori totali, perchè o non venivano presentate le dichiarazioni dei redditi complete, oppure non venivano presentate. Fra i capi di imputazione anche quello di aver fatto sparire la quasi totalità delle scritture. D.N.  

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