Povertà estreme a Chiampo
In cerca di cibo  tra le immondizie

CHIAMPO. In passato qualche caso analogo solo da parte di stranieri. Alcune donne aprono i bidoni degli scarti di prodotti freschi  del supermercato e prendono quello che è ancora utilizzabile
10/05/2012
Zoom Foto
Una donna intenta a rovistare nei cassonetti dei rifiuti a Chiampo. E.D.

Chiampo. Alcune donne ogni sera rovistano nell'immondizia di un supermercato del paese per cercare avanzi di cibo. Ecco come la crisi economica irrompe a Chiampo, lasciando di stucco le molte persone che da qualche tempo hanno notato uno strano via-vai nei pressi dei cassonetti utilizzati dal supermercato Famila per lo smaltimento dell'umido scaduto. Alcuni residenti che vivono nello stesso palazzo dove si trova il supermercato, hanno notato e documentato gli episodi. I cassonetti sono sotto i portici del centro commerciale, fronte strada. Ma questo non impedisce alle signore di recarsi ogni sera ad ispezionare i contenitori per portar via, borse alla mano, i cibi scaduti che si trovano al loro interno.  In passato i protagonisti di questi episodi notturni erano alcuni stranieri, ma da qualche tempo a rovistare nella spazzatura sono due signore di Chiampo, che gli abitanti sentono anche parlare in dialetto mentre cercando qualcosa di recuperabile nei bidoni dei rifiuti.  Solitamente arrivano l'una a piedi e l'altra in bici e passano parecchio tempo a rovistare nei cassonetti che risultano sempre aperti, perché di prima mattina passano i mezzi dell'azienda incaricata della raccolta degli scarti. È stato girato anche un video, che riprende le due signore, da una giusta distanza per renderle irriconoscibili e che ha fatto il giro del web: è stato postato da molti cittadini chiampesi che si interrogano sul sorprendente fatto. «Ero a conoscenza del fatto: la situazione è molto preoccupante - afferma il sindaco Antonio Boschetto - Ci sono già famiglie chiampesi che sono precipitate sotto la soglia della povertà. Il Centro aiuto per la vita mi ha comunicato che ci sono molti nuclei in difficoltà nel procurarsi il latte per neonati. Gruppi come Solidarietà Umana e San Vincenzo sono la nostra salvezza: con loro riusciamo a canalizzare la solidarietà e portarla direttamente nel nostro comune a chi ha veramente bisogno. Per questo chiedo di continuare a fare raccolte di cibo, perché con queste associazioni abbiamo la garanzia che la beneficenza stia sul nostro territorio».  «Ho parlato con i vertici del Famila per proporre un servizio di ritiro dei cibi prossimi alla scadenza - conclude Boschetto - ma l'azienda afferma che è una quantità minima e non ne vale la pena».

Eva Dallari

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