In azione la banda dei caselli

CRIMINALITÀ.In una notte hanno tentato colpi in autostrada a Montebello, Rovigo, Occhiobello e infine a Povegliano. Il furto nel Veronese è riuscito mentre gli altri tre sono falliti. Forzate le porte degli uffici per poi puntare alla cassaforte
20/04/2012
Zoom Foto
Una banda di ladri ha tentato di rubare anche negli uffici del casello di Montebello. FOTO CASTAGNA

Vicenza. È la banda dei caselli. Ha scorazzato per tutta la notte lungo l'autostrada. Un lungo viaggio tra Rovigo, Verona e Vicenza con soste per mettere a segno furti. Ha colpito almeno quattro volte ma solo in un caso ha raggiunto l'obiettivo, riuscendo a portare via la cassaforte. L'ALLARME. Mercoledì mattina un dipendente, prima di iniziare il turno al casello di Montebello, si è accorto che, nella vicina palazzina, dove sono ospitati gli uffici, la porta era stata forzata.  I ladri erano entrati da un accesso sul retro. Il sistema di videosorveglianza, infatti, vigila solo la facciata degli edifici e questo, evidentemente, loro lo sapevano bene.  “Armati” di piede di porco, cacciavite e pinze hanno scassinato la serratura e hanno raggiunto la stanza dove c'è la cassaforte. Qui, probabilmente a colpi di piccone e di martello, hanno tentato di estrarla e di portarsela via ma è stato tutto inutile. Hanno dovuto abbandonare l'impresa. E sono scappati a mani vuote. GLI ALTRI COLPI. Le indagini della polizia stradale sono in corso ma, per ora, non si sa quale sia la successione esatta dei blitz della banda. Forse dopo il primo furto riuscito hanno deciso di tentare ancora sperando di fare il bis. Forse, ed è questa l'ipotesi più probabile, non si sono lasciati scoraggiare dagli insuccessi. Dopo il primo fallimento, il secondo e, infine, il terzo, hanno tentato per la quarta volta, raggiungendo l'obiettivo.  Sempre nella stessa notte, hanno agito in provincia di Rovigo, al casello di Occhiobello e del capoluogo e pure nel Veronese. Proprio a Povegliano il furto è riuscito.  Porta della sede forzata, accesso agli uffici e poi dritti verso la cassaforte dove probabilmente erano custoditi gli incassi giornalieri dei pedaggi autostradali. La stima del danno sarebbe ancora in corso ma probabilmente il bottino non sarà inferiore ad alcune migliaia di euro.  LA CACCIA. In nessun caso la banda sarebbe stata inquadrata dalle telecamere ma un testimone avrebbe notato un'auto, con a bordo degli uomini, fuggire a gran velocità.  Questo il punto di partenza delle indagini della polizia stradale. La scientifica ha inoltre compiuto accertamenti e rilievi in tutti gli uffici autostradali.  Di sicuro si tratta di una banda ben organizzata, capace di muoversi con disinvoltura in diverse province e che probabilmente aveva compiuto sopralluoghi per sapere esattamente dove entrare evitando di essere inquadrati dalle telecamere.

Claudia Milani Vicenzi




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