L'ambulanza adesso costa 150 euro
SANITÀ. Da ieri chi chiede l'intervento di un mezzo del pronto soccorso del Vicentino senza che vengano riscontrate le caratteristiche dell'urgenza dovrà pagare: «C'è un anziano a terra, correte», «L'avviso che potrebbe costare». Polemiche per la prima chiamata Politi: «Mi scuso, ma ora va così»
Caldogno. Caldogno, le 11,15 di ieri. Un anziano di 70 anni sta camminando lungo la piazza centrale nei pressi della chiesa, quando cade per terra, batte la testa sul marciapiede, rimane riverso. Giuliano Guerriero, un impiegato di 48 anni che abita in provincia di Padova, sta uscendo proprio in quel momento da un negozio. Qualcuno da un'auto di passaggio gli suona e gli indica l'uomo disteso per terra. L'anziano ha una ferita sulla fronte. L'impiegato si preoccupa, e chiama il 118. Dall'altra parte risponde il Suem di Vicenza. Questo il dialogo sul filo. «Che cosa è successo?», chiede il centralinista. «C'è un anziano per terra che ha preso una botta alla testa», gli dice Guerriero. «E ora come sta?», chiede l'operatore. «È seduto, parla», spiega Guerriero. «Vuole l'ambulanza?», chiede ancora il centralinista. «Lui dice di no - spiega l'impiegato al telefono - ma per me è meglio di sì». La stessa cosa dice una voce di donna alle sue spalle. «Lui non vuole? - ribatte il centralinista - . Signore, per correttezza, devo informarla che far uscire l'ambulanza costa 150 euro». La telefonata finisce qui. IL SOCCORRITORE. Giuliano Guerriero, il premuroso soccorritore, accompagna l'anziano ferito nell'ambulatorio di un medico di base che si trova lì vicino, e lo consegna all'infermiera dello studio. Poi esplode la sua rabbia: «Sono indignato. Una cosa allucinante. Quell'uomo stava male, gli sono mancate le gambe, all'inizio non parlava, poi si è ripreso, ma come si fa a dire che bisogna pagare l'ambulanza?». Indignato è anche Giovani Concato, il titolare della tabaccheria in cui Guerriero si è recato per raccontare la vicenda: «Era agitatissimo». Il primario del Suem, Federico Politi, non minimizza, non nasconde nulla, ma chiarisce con obiettività. «L'operatore ha sbagliato, non nella sostanza ma nella forma. Si è espresso male. Doveva spiegare cortesemente che l'ambulanza poteva benissimo uscire ma che, se successivamente il caso fosse risultato non urgente o se le condizioni del paziente avessero consentito il trasporto con altro mezzo, l'interessato avrebbe eventualmente dotuto pagare la somma di 150 euro. C'è un delibera della Regione che lo stabilisce. Al San Bortolo, la norma è diventata operativa proprio oggi (ieri, ndr) in concomitanza con la pubblicazione sul nuovo sito internet dell'Ulss di tutte le indicazioni per il pubblico sulle modalità di accesso ai servizi del 118». In effetti, la normativa è quella sancita dalla delibera della giunta regionale n.1411 del 6 settembre 2011. Le regole ora sono queste. Sono a carico del Ssn - e, quindi, sono gratuite - tutte le situazioni di effettiva urgenza ed emergenza sanitaria. Viene, invece, richiesta una compartecipazione al costo in caso di interventi di ricerca e recupero di persone rimaste infortunate in ambiente ostile o durante attività ricreative ad elevato rischio che comportino il ricovero in ospedale o accertamenti in pronto soccorso, mentre si pagherà l'intero ticket di 150 euro in determinate situazioni. Le due principali sono, appunto, che non sussistano condizioni di urgenza, e se il paziente può essere trasportato da terzi. CENTRALINISTI. «Proprio due giorni fa, il 13 febbraio, alla vigilia dell'inizio di questo nuovo corso - precisa Politi - ho riunito tutti i centralinisti per spiegare che a chi chiama non si deve rispondere che se si manda l'ambulanza bisogna pagare, ma solo che potrebbe essere necessario pagare il servizio non urgente. Il pagamento a priori non deve e non può bloccare nulla. Purtroppo, forse perché era il primo giorno, non è andata così. Me ne scuso pubblicamente. Noi cerchiamo di dare sempre il massimo. Fra l'altro queste regole servono anche a tutelare chi ha veramente bisogno. Più di qualche volta è successo che un paziente con grossi problemi ha dovuto aspettare l'ambulanza impegnata per un caso non urgente. Su cento chiamate almeno due o tre non sono congrue. Per questo chiediamo la collaborazione dei cittadini, per dare risposte sempre migliori. Nessuno di noi ha la bacchetta magica per fronteggiare situazioni che ci mettono in croce per le poche risorse che abbiamo». Dal primo gennaio ad oggi il Suem ha effettuato 17 mila 225 missioni in tutta la provincia (nel 2011 sono state 48.799 con 297.420 chiamate. Il primario Politi può contare su 26 infermieri centralinisti (ne occorrerebbe almeno un altro per coprire un turno), 15 autisti soccorritori, 12 operatori sanitari per i trasporti non urgenti. L'Ulss 6 è l'unica del Veneto a non avere medici fissi. Oggi il servizio è svolto da 22 specialisti dei due reparti di anestesia e rianimazione che si alternano a rotazione. «Ma il dg Alessandri e il capodipartimento Piccinni - dice Politi - mi hanno dato la disponibilità ad averne presto 3 o 4 stabilmente nella centrale».
Franco Pepe
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1 lussylla 23/02/2012 17:35 9 commenti
Dobbiamo pure abilitarci dottori!! Come facciamo a sapere se quel che sentiamo è una cosa grave oppure no?? Vogliono difendere la vita fin dal concepimento e poi ci lasciano morire solo perchè non abbiamo i soldi per pagare l'ambulanza!