Prende a calci la moglie incinta

IL DRAMMA. Un operaio vicentino è indagatoper maltrattamenti in famiglia ai danni della giovane coniuge romena. L'estate scorsa il marito la aggredì brutalmente causando una serie di lesioni ma la gravidanza è proseguita, ora il bimbo sta bene
08/02/2012
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La moglie avrebbe subito una serie di maltrattamenti dal marito

Vicenza. L'ha colpita con calci e pugni, anche sulla pancia, e l'ha sbattuta contro un muro. Lei, sua moglie, era incinta al sesto mese ma il padre di quel bambino non se ne era per nulla curato. Continuò a picchiarla fino a quando non fu bloccato da alcuni parenti. Lei fu portata in ospedale con il naso e un polso rotti e soprattutto con la paura di perdere il suo bambino. Era il luglio scorso. Fortunatamente Helena riuscì a portare a termine la gravidanza e a dare alla luce un maschietto. Da quel giorno, però, è scappata da suo marito e non ne vuole più sapere di lui. Anzi, dopo avere inizialmente raccontato bugie in ospedale - dove aveva parlato di un infortunio casuale - lo ha poi denunciato.  Il vicentino Silvano Maier, 34 anni, residente in città in via Ariosto, è indagato dalla procura per maltrattamenti in famiglia e lesioni gravi. Assistito dall'avv. Silvia Parlato, potrà farsi interrogare per difendersi dalle accuse. Non è detto però che il fascicolo non venga trasmesso alla procura di Rovigo. Il pestaggio sarebbe infatti avvenuto a Rosolina. Ma andiamo con ordine. Maier si era sposato in Romania con Helena, 29 anni, e quindi si erano trasferiti a Vicenza. Dopo i primi tempi di accordo e amore, lui - secondo il racconto della donna, assistita dall'avv. Vicentini - avrebbe iniziato a bere e a spendere gran parte del suo stipendio al bar. Lei ha sempre lavorato, ma in maniera precaria, come donna delle pulizie o cameriera. L'alcol rendeva il marito molto geloso, ragion per cui lei era stata costretta a lasciare più di un posto di lavoro per evitare scenate e botte. Maier infatti avrebbe alzato le mani in molte occasioni. E poi l'avrebbe insultata e minacciata quasi ogni giorno, le avrebbe portato via il telefonino, l'avrebbe pedinata certo dei suoi tradimenti. La gravidanza l'aveva calmato, ma la pace era durata solo qualche mese. Lui aveva ripreso a bere, racconta la donna. In luglio lei era andata a trovare, in macchina con un cugino, la sorella al mare a Rosolina. Lui anzichè andare al lavoro la seguì e giunto sul litorale attese che la moglie fosse da sola e poi la aggredì con le solite accuse di tradimenti. Lei cercò di reagire, accusandolo di essere schiavo dell'alcol, e lui la riempì di botte. «Mi avrebbe ammazzata se non fosse arrivato il cognato di mia sorella», raccontò la romena. La quale fu accompagnata in ospedale ma in un primo momento non volle dire la verità per non compromettere il matrimonio e parlò di una caduta dalle scale. Il medico la giudicò guaribile in 50 giorni. La polizia però subodorò qualcosa di strano e avviò accertamenti. Non appena riportata a Vicenza, però, Helena - su consiglio dei parenti - sporse denuncia raccontando anche del pestaggio. Si trasferì dalla sorella e del marito non volle più sapere nulla. Riuscì fortunatamente a portare a compimento la gravidanza ed ora è mamma di un bimbo che ha quattro mesi.  Da quanto sostiene, quelle botte rappresentarono un serio pericolo per il feto tanto che Helena deve comunque far sottoporre il neonato a degli accertamenti clinici. Di suo padre riferisce di aver perso le tracce dopo aver mandato un parente a prendere le sue cose in via Ariosto.  

Diego Neri

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11 MarcoRanda 08/02/2012 08:22 517 commenti

schifoso!

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