Scuole, i presidi bocciano il sabato a casa
IL BRACCIO DI FERRO. Il sindaco ha incontrato gli amministratori di Aim Mobilità e di Ftv con i dirigenti degli istituti per risolvere il problema degli orari e dei trasporti
Niente sabato a casa fino a quando gli studenti non avranno a disposizione mense e strutture di accoglienza. Massima disponibilità, invece, almeno a parole, per la suddivisione degli ingressi in due fasce, anche all'interno dello stesso istituto. Cose già dette, ma questa volta si gioca d'anticipo. Lo dimostra l'incontro di ieri mattina a palazzo Trissino tra il sindaco Achille Variati e i presidi delle superiori, presenti l'amministratore unico di Aim Mobilità Pio Saverio Porelli e di Ftv Valter Baruchello, il dirigente Usp Franco Venturella, i presidenti dei consigli d'istituto di gran parte delle scuole cittadine e, in rappresentanza della Consulta, Giacomo Novello. Obiettivo: individuare una soluzione all'annosa questione degli orari delle scuole che non si conciliano con quelli del servizio trasporti, oggetto nel 2012 di un ulteriore taglio del 15 per cento. Ergo, o si aumentano le tariffe degli abbonamenti, ha ribadito Variati, oppure le scuole dovranno scaglionare l'inizio delle lezioni, in modo che alle 7,30 del mattino i bus a disposizione siano sufficienti per portare a destinazione circa la metà dei 14 mila studenti vicentini. Per l'altra metà la campanella suonerebbe un'ora dopo, dando così il tempo ai bus di effettuare il doppio giro. «Le classi con sei ore di lezione entrerebbero in prima fascia, quelle con cinque in seconda», ha sintetizzato Venturella per il quale è questa l'organizzazione più probabile, se non altro a breve termine. Più lunga e tortuosa, invece, la strada che conduce al sabato libero. «Servono mense e spazi adeguati dal momento che con la settimana corta i rientri pomeridiani sarebbero inevitabili – prosegue il dirigente – senza contare i cambiamenti di tipo didattico, a cominciare dai compiti per casa che diventerebbero gravosi nel momento in cui i ragazzi rincasano a pomeriggio inoltrato». «Gli studenti devono essere al centro dell'interesse – ha sottolineato Variati - qualsiasi decisione verrà presa non dovrà penalizzarli. Occorre però ragionare in un'ottica di “rete” , perché ciascun istituto ha la sua specificità». Un invito a dialogare tra scuole, impresa finora andata a vuoto. «Occorre raggiungere un'intesa su entrata e uscita in due fasce orarie distinte; si permetterebbe ad Aim ed Ftv di economizzare sui costi», ha aggiunto il sindaco. Se questa delle due fasce sarà la linea adottata, il prossimo anno scolastico all'interno di una stessa scuola la prima campanella del mattino suonerà due volte e ci saranno aule che durante la prima ora resteranno vuote. A meno che, e questa è la novità uscita ieri dal cilindro, non si metta mano al calendario scolastico regionale che da “rigido” potrebbe diventare “flessibile”. «Nel senso che ogni istituto – chiarisce Venturella – a patto di non scendere sotto i duecento giorni di scuola, potrebbe organizzare a sua discrezione il calendario, contemplando la possibilità di iniziare l'anno prima della metà di settembre oppure di concluderlo più tardi a giugno. Si potrebbe così attuare facilmente la settimana a corta e perfino eliminare i rientri pomeridiani, tempo scuola che verrebbe recuperato allungando i giorni di lezione». Un'ipotesi suggestiva su cui pesano però le esigenze di un turismo che non si farà facilmente soffiare due fette ambite per le vacanze come quelle di metà giugno e primi di settembre.
Anna Madron
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