Vescovo e sacerdoti schierati
«La domenica non si commercia»
NEGOZI APERTI. Vescovo e sacerdoti contro le aperture del 7° giorno. Mons. Pizziol: «Non ci può essere una logica dettata solo dal consumismo, servono relazioni». Don Menini: «Non pensiamo ai soldi ma agli affetti»
Vicenza. «I centri commerciali sono diventati i nuovi santuari. E così necessario acquistare e vendere senza mai fermarsi? Noi non ci stiamo» Don Matteo Menini, della parrocchia di San Lazzaro ha posto il problema ai fedeli riuniti durante la messa di domenica scorsa. A pochi metri di distanza, c'era il presidio dei sindacati contro l'apertura della grande distribuzione. Bandiere, fischietti, striscioni in via delle Cattane 71 all'ingresso del centro “Auchan ” per uno sciopero regionale che continuerà ancora per altre domeniche, fintatochè non arriverà la sentenza del Tar. «Possiamo evitare di frequentare i negozi di domenica, dobbiamo lasciare un segno, perchè chi lavora sette giorni su sette ha problemi » prosegue don Matteo. E ricorda che a San Lazzaro e ai Pomari abitano parecchie commesse impiegate in centri commerciali e negozi e molte sono preoccupate per quanto sta avvenendo. «La chiamano liberalizzazione - dice- in realtà di libero c'è molto poco. Le donne non sanno dove lasciare i bambini, i servizi nei giorni festivi non ci sono. Alcune famiglie hanno situazioni particolari che vanno rispettate e capite. C'è preoccupazione, paura. Ecco perchè volevamo parlarne con i nostri fedeli». Sindacati e Chiesa schierati dalla stessa parte? Sull'argomento interviene anche il vescovo, mons. Beniamino Pizziol: «La difesa della domenica - ha spiegato ieri, tramite il suo portavoce - prima che da motivazioni religiose parte da considerazioni umane e antropologiche. La questione interessa la tutela degli spazi per tutte le persone credenti e non credenti oppure appartenenti anche ad altre fedi. Tutti dobbiamo avere tempo per soffermarsi e tutelare uno spazio dedicato non da logiche commerciali, bensì fortemente connotato dalle relazioni con la famiglia, con gli amici. Non ci può essere solo una logica legata al consumismo bisogna guardare avanti a pensare alla gratuità e alla spiritualità di quello che ci circonda. Non può prevalere solo il mercato o ragionamenti sull'acquisto di beni come realizzazione delle persone, per sostenere il Paese». Il vescovo pone interrogativi, ai quali anche altri sacerdoti hanno cercato di dare una risposta. «C'è una parola, o meglio un concetto che dovrebbe prevalere su tutti: armonizzazione»: a parlare mons. Livio Destro, parroco del Duomo di Thiene, appartenente alla diocesi di Padova. Alle porte della cittadina dell'Alto Vicentino c'è il Carrefour, un centro che ha deciso di tenere le serrande sempre alzate. E domenica scorsa c'era un presidio sindacale per uno sciopero che ha avuto il 70% di adesioni. «Si tratta di un tema che, apparentemente, pare sia lontano da disquisizioni pastorali, in realtà interferisce con le vite di tutti. Ecco perchè - prosegue mons. Destro - è importante armonizzare l'occupazione e il profitto per dare modo di vivere sia a chi lavora come impiegato, sia a chi è proprietario di un'attività. Non si può ridurre una società a poche cose, vanno ricercati valori fondamentali altrimenti rischiamo di farla crescere in maniera squilibrata, tutta da una parte dove non ci si realizza solo attraverso il lavoro, ma soprattutto con le relazioni». Preoccupato per quanto sta avvenendo anche il parroco di Torri di Quartesolo, altro paese dell'hinterland dove i negozi col “Centro Piramidi” creano non pochi interrogativi anche se finora, in attesa di una chiarezza giuridica, il centro ha tenuto le serrande abbassate. «Ne parleremo con il consiglio pastorale - sostiene il parrocco don Emilio Pobbe - Il riposo è sacrosanto e deve essere rispettato non solo da una legge, ma da un vivere civile, solidale e rispettoso. Valori fondanti che devono venire prima di tutto. Lavorare anche di domenica credo sia ingiusto e non rappresenta la soluzione per risolvere i problemi del Paese».
Chiara Roverotto
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1 alegh76 02/02/2012 02:08 5 commenti
dentro di esse per essere pronti all'istante quando ce ne fosse bisogno. Spero proprio non si voglia arrivare a questo....