Vicenza la terra trema ancora,
paura in città, ma niente danni
IERI POMERIGGIO. Una “botta” da 5.4 Richter con epicentro tra Parma, Massa Carrara e Reggio Emilia è stata avvertita in tutto il Veneto. I centralini dei vigili del fuoco nuovamente presi d'assalto con telefonate preoccupate ma non si è scatenato il panico come mercoledì. I racconti dei nostri lettori.
Vicenza. La terra ha tremato ancora. La scossa delle 15.54 ha colpito un po' tutto il Nord Italia: del resto è stata la più forte degli ultimi giorni con magnitudo di 5.4 gradi Richter. L'epicentro è stato nell'area compresa fra Parma, Massa Carrara e Reggio Emilia, ma anche nel Vicentino il terremoto è stato chiaramente percepito e la paura non è mancata. Non siamo arrivati ai livelli di panico di mercoledì, quando, complice anche un tam-tam di sms, messaggi su socialnetwork, email e telefonate, si erano diffuse rapidamente notizie allarmistiche e del tutto infondate. Una certa ansia, però, non è mancata e, ancora una volta, i centralini di vigili del fuoco e forze dell'ordine sono stati presi d'assalto. Timore sì ma, ancora una volta, per fortuna, nessuna ripercussione. Non ci sono stati né feriti né danni. Lungo le vie del centro, poco prima delle 16, lo sciamare dei passanti è stato bruscamente interrotto da chi ai piani superiori dei palazzi, ha sentito la terra tremare. La scena descritta da chi era in centro ha del surreale: si è mescolato il nervosismo di chi ha dovuto abbandonare le sue faccende correndo in strada alla noncuranza degli altri, impassibili, che stando sui marciapiedi non hanno avvertito nulla. «Ho visto i clienti uscire di corsa dai camerini - ha raccontato Antonio Santagiuliana, proprietario di un negozio in corso Palladio - i manichini traballavano e alcune signore erano fortemente impaurite. La gente è uscita dagli uffici, scendendo in strada. Ma è stato un attimo, poi è passato e tutto è tornato tranquillo». A pochi minuti dalla scossa, infatti, il normale via vai ha ripreso il suo corso. Eppure, nei caffè, c'era ancora chi faticava a mandare via l'inquietudine: «Noi eravamo a casa e la scossa l'abbiamo sentita molto - ha affermato ripercorrendo l'accaduto Lino Cirosotto - i lampadari oscillavano, ed è caduto qualche soprammobile. Niente di rotto, ma un po' di spavento sì, c'è stato». Nessuna paura, invece, negli occhi di Lia Tempesti, commessa di un negozio di abbigliamento: «Non ho sentito nulla, ma guardando fuori dalla vetrina, ho visto che molte persone si precipitavano fuori dai portoni dei palazzi, qualcuno ci ha chiamato in negozio per sapere se tutto era a posto, ma a parte questo non c'è stato altro». Eppure la terra ha tremato, e non poco. Luca Bauche, promessa del basket vicentino, stava studiando quando gli edifici hanno iniziato a ballare il tip tap. «La scossa si è sentita - ha spiegato - non mi sono preoccupato, anzi all'inizio pensavo che al piano di sopra qualcuno stesse salendo rumorosamente, poi alcuni amici che si trovavano in biblioteca mi hanno detto che avevano evacuato il palazzo e c'erano persone davvero spaventate». A palazzo Costantini, una delle sedi della biblioteca Bertoliana, gli storici muri e il sottile pavimento hanno amplificato la forza del sisma generando qualcosa di molto simile al panico in molti studenti. Edificio svuotato in due minuti. Tra loro Jessica Vedder: «Io sono entrata in paranoia - ha incalzato la giovane studentessa, seduta sui gradini dell'entrata della biblioteca - ho visto gli scaffali con i libri tremare e ho avuto paura. Ho pensato che mi cadessero in testa, insomma, certe cose ti fanno riflettere. Ho preso paura, per un attimo ho immaginato il peggio e mi sono detta che ho ancora troppe cose da fare prima di andarmene». Più cauta la reazione di Arianna Mordenti: «Due giorni fa, quando c'è stato il primo terremoto, mi trovavo in un dormitorio dell'Esu a Verona, al secondo piano, e ho avuto paura. - ha ricordato -. Ieri invece ero qui in biblioteca. Appena è stato avvertito tutti sono scesi in strada e c'è stato un po' di trambusto, ma rispetto alla scossa notturna dell'altro giorno, non è stato nulla. Sono rimasta calma».
Pietro Omerini Zanella
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