Una tartaruga in valigia costa 27 mila euro

IL CASO. Maximulta per una coppia di vicentini a Malpensa. Sono stati fermati per un controllo doganale al rientro da un viaggio in mar Rosso: il guscio della testuggine è vietato dalle normative internazionali
27/01/2012
Zoom Foto
Gli agenti della Forestale hanno fermato i due turisti in aeroporto

Vicenza. Quel souvenir è costato loro una fortuna. Non l'hanno neanche pagato troppo, nel negozietto dove l'hanno comperato, in Egitto: ma la cifra è salita vertiginosamente quando la forestale li ha pizzicati in aeroporto, facendo scattare sequestro e sanzione. In totale, 27 mila euro virgola qualcosa. Il prezzo del guscio di una tartaruga. IL VIAGGIO. Erika Cumerlato e Gianluca Vigolo avevano deciso di passare alcuni giorni delle vacanze natalizie in Egitto. Destinazione: mar Rosso. L'ideale per un po' di caldo nella stagione più fredda in Veneto. La coppia, che abita in città, aveva trascorso un po' di giorni in spiaggia e al mare e, durante una passeggiata in paese aveva fatto visita al negozio. I vicentini avevano notato la corazza della tartaruga e l'avevano comprata, probabilmente per tenerla in casa come soprammobile, ignari del divieto internazionale. ALLA DOGANA. La coppia era quindi rientrata in Italia in aereo, atterrando allo scalo milanese di Malpensa. Una volta ritirati i bagagli, i vicentini erano stati fermati per il controllo alla dogana. Gli agenti del corpo forestale, impegnati nella verifica, avevano trovato il carapace nella valigia di Cumerlato. Vigolo aveva dichiarato che la corazza era sua ed erano stati fermati. La coppia è stata identificata e il guscio, di grandi dimensioni, subito sequestrato. Si tratta solo della corazza esterna; i vicentini hanno sottolineato il fatto che comunque l'animale era morto da tempo, e che loro non avevano alcuna intenzione di rendersi responsabili, direttamente o indirettamente, di maltrattamenti verso una specie peraltro protetta in tantissimi angoli del pianeta.  LA MULTA. La sanzione applicata cambia in base alla tipologia di “souvenir” e alle sue dimensioni. Ai vicentini è stato consegnato un verbale di 27 mila euro, al quale potranno fare ricorso anche se - per esplicita ammissione del loro legale - con scarse possibilità di successo. La corazza di tartaruga, sia essa di mare o di terra, rientra infatti nell'elenco stilato dalla Cites, cioè la commissione internazionale - alla quale l'Italia ha aderito parecchi anni fa - incaricata della protezione degli animali, vivi e morti, che vieta il commercio e il possesso anche di parti di quegli stessi animali. L'esempio più noto è quello dell'avorio delle zanne dell'elefante.  LE RATE. I vicentini, se il ricorso sarà respinto, potranno pagare la sanzione a rate, con modalità tutte da definire. Quella che hanno subito è una delle sanzioni più alte, anche perchè il guscio che avevano comprato - pare per poche decine di euro - era di una specie assai rara anche in Egitto. Va detto che nei paesi costieri sul mar Rosso, quelli a più alta affluenza turistica, di negozi del genere ne esistono numerosi, anche se molti non vendono pezzi originali, ma copie. Queste sì autorizzate.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

Diego Neri


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1 laveder_marco 29/01/2012 11:05 293 commenti

complimenti per le statuette che con molta probabilità lo sai che vengono da bracconieri?è illegale la vendita di avorio..cmq contento te contento tutti se vi fa piacere avere oggetti di animali ammazzati per fare statuette siamo messi bene ma non mi meraviglio che la società sia cosi..se le persone sono cosi..cè un motivo perche certe cose sono vietate da portare fuori e non da acquistare la e rimanere la..in caso di animali vivi è ancora peggio non si cambia l'ecosistema di un animale è pericoloso..come dovrebbero chiudere tutti gli zoo ma sentire gente che si vanta di oggetti derivati dall'uccisione di animali uccisi non per cibo ma solo per lucro non si può sentire..io mi auguro invece che te li portano via queste statuette anche se so che non sarà cosi ma almeno non vantarti e pensa che hai fatto felice dei bracconieri..complimenti..ciao

2 yolucas 27/01/2012 19:35 29 commenti

Mi auguro che la multa venga ridotta a un importo più adeguato; però non è facile credere che la coppia fosse ignara del reato che aveva commesso, ancora c'è qualcuno che non conosce queste norme? Allora ben venga l'articolo di giornale, ora le conosceranno tutti i lettori del GDV.

3 LonelyWolf 27/01/2012 17:24 112 commenti

Per inciso: in molte zone dell'Africa stanno abbattendo selettivamente numerosi elefanti per "reimpostare l'equilibrio biologico" che altrimenti andrebbe a remengo. Quando penso alle montagne di zanne di elefante bruciate pomposamente a monito dei bracconieri, che andrebbero combattuti più intelligentemente, senza distruggere un patrimonio che appartiene alla nazione, non posso che trarre una conclusione. Il mondo è pieno di imbecilli e di farabutti. La fauna va certamente salvaguardata e protetta, ma non è dando una multa di 27 mila euro a due incolpevoli che si risolvono i problemi delle tartarughe. E intanto io mi godo le mie tre scimmiette, che nessuno si azzardi a toccarmele, fanno parte della mia storia!

4 LonelyWolf 27/01/2012 17:17 112 commenti

Sì, "macabro souvenire", comunque legittimo, dal momento che era posto in vendita in un luogo frequentato da turisti. Per ricordare il nostro impareggiabile Totò si può dire che "all'uopo"... era posto in vendita. Che poi il guscio, che chiamano carapace, di una tartaruga "carretta carretta" o "triciclo" che chissà da quanti anni era defunta, possa arrivare a costare una somma così indecente, in danno di gente che colpe non ha, fa incazzare molto. Faccio una confessione: possiedo una statuina ricavata da zanna di elefante, acquistata nel 1983 all'aeroporto di Douala, Camerun. Ho la fortuna inoltre di godere della compagnia di tre scimmiette in avorio, di pregevole fattura a detta di tutti, pagate una cifra in Rwanda nel 1985 e passate fortunosamente alla dogana al rientro in Italia, quando a miei compagni di viaggio furono sequestrati simili oggetti. Evidentemente loro più sfortunati di me. Pagherei una cifra per conoscere che fine hanno fatto quei "trofei".

5 MarcoRanda 27/01/2012 14:54 358 commenti

Ma poi che gusto c'è a tenere in casa la carcassa di un animale? Macabro souvenire

6 LonelyWolf 27/01/2012 14:30 112 commenti

D'accordo su tutto, però se negli aeroporti in Egitto e altrove esistono avvisi e via dicendo, come mai in zone turistiche egiziane ci sono negozi e negozietti che impunemente possono vendere a turisti ignari o sprovveduti anche oggetti proibiti dalle leggi internazionali e nessuno va a controllare? Se il commercio di tali prodotti è vietato e pesantemente colpito, perché non colpire prima chi mette in vendita cose proibite? Quando si è in vacanza può capitare di sorvolare su prudenza e informazione, ma che ci sia chi ti mette in bocca il pesce proibito e poi le autorità del luogo non vedono, non sentono, non parlano, proprio come le tre scimmiette, facendoti passare per poi essere beccato all'arrivo e messo alla gogna come un trafficante di stupefacenti non è giusto. C'è qualcosa che non quadra.

7 tommaso82 27/01/2012 11:20 199 commenti

effettivamente la pena edittale sembra pesante, ma 1) in egitto e negli areoporti internazionali si è sempre avvisati dei vari divieti 2) credo che alla fine, essendo incensurati otterranno la sospensione condizionale della pena e non pagheranno nulla ( se non l'avvocato of course)

8 e.savioli 27/01/2012 11:13 135 commenti

Io non sono d'accordo con tutto questo ventilato lassismo. Come dice il GdV in tutti gli aeroporti ci sono cartelli, tutte le agenzie mettono in guardia su cosa comperare o no (o dovrebbero farlo). Se ci sono delle regole, queste vanno rispettate, altrimenti è tutto lecito: tanto ci sarà sempre qualcuno che fa qualcosa di più grave di me.

9 davidebertoldo 27/01/2012 11:01 15 commenti

Gent. GdV, concordo con Voi sul fatto che siano stati imprudenti e sprovveduti e meritino una sanzione, ma 27 mila euro (50 milioni di vecchie lire) per un guscio di tartaruga mi sembra davvero eccessivo, anche considerando l'inefficienza generalizzata della giustizia italiana e l'incertezza della pena per reati ben più gravi e di notevole allarme sociale come spaccio o rapina.
Risponde il GdV: "Nel caso concreto vedremo, ma in genere la multa applicata è sempre il massimo, poi si fa ricorso e in genere il giudice applica il minimo, che è di molto inferiore. 27 mila euro sono in effetti una grossa somma, forse più congrua in caso di recidiva".

10 bazooka 27/01/2012 10:49 3 commenti

27.000 euro di multa per un carapace di tartaruga comperato in un negozio egiziano ? A volte vale meno una vita umana di un vecchio guscio di tartaruga. capitani vili che abbandonano i passeggeri condannandone a morte decine si prendono i domiciliari e un guscio di un rettile costa come un appartamento, comprese spese legali e giudiziarie che seguiranno.

11 davidebertoldo 27/01/2012 10:39 15 commenti

Le solite buffonate italiane, pene severissime per sciocchezze e i veri delinquenti non pagheranno mai delle loro malefatte.
Risponde il GdV: "Sicuramente non si tratta di reati particolarmente gravi, ma in tutti  gli aeroporti ci sono cartelli che spiegano il divieto di importare animali protetti. Senza divieti e multe i turisti si stavano portando a casa tutta la barriera corallina del Mar Rosso".

12 lamamma 27/01/2012 10:21 59 commenti

Ecco questa è una delle tante cose che non mi fanno sentire fiero di essere italiano. Ognuno faccia il paragone che vuole con sanzioni comminate per reati di ben più grave peso, ce ne sono a migliaia! Una cosa è il traffico di materiale e l'eventuale reiterazione, altro è l'acquisto per il ricordo di una vacanza!!

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