Studenti in corteo, traffico in tilt
LA PROTESTA. Alcune aule ieri erano mezze vuote, ma sotto una pioggia battente hanno sfilato solo 500 ragazzi. Schierati 22 vigili, paralizzate arterie come viale Risorgimento
Viabilità paralizzata per un'ora e mezza, automobilisti bloccati dal corteo. È stato come sempre il traffico il primo a fare le spese della mobilitazione studentesca che ieri mattina ha monopolizzato alcune delle principali arterie della città: la zona della Stazione, viale Risorgimento, viale Margherita, via Giuriolo, ovvero il percorso "1" scelto dai manifestanti come teatro della protesta indetta dalla Rete degli studenti medi contro la manovra economica varata dal governo e i tagli all'istruzione.
I NUMERI. Circa 500 i ragazzi che hanno scelto di non entrare a scuola e scendere in piazza, anche se all'appello negli istituti della città ne mancavano molti di più e diverse classi si sono ritrovate dimezzate. A manifestare qualcuno evidentemente ha rinunciato in partenza, rimanendo a casa a dormire un'ora in più complice anche la pioggia battente oppure, come testimoniava il via vai di zaini in corso Palladio, preferendo gironzolare per le strade del centro.
LA PROTESTA. In ogni caso per chi aveva deciso di esprimere il proprio dissenso quella di ieri è stata una protesta riuscita che ha richiamato l'attenzione su un mondo giovanile che guarda con preoccupazione a quanto sta accadendo nel Paese e in Europa. "La crisi la pagheremo noi", recitava uno dei tanti striscioni che hanno accompagnato il corteo fino in piazza Matteotti dove sotto l'acqua si è tenuta un'assemblea pubblica con gli interventi dei rappresentanti della Rete, del Collettivo e del Coordinamento studenti sui rischi a cui va incontro una società che non investe nella cultura e nella formazione.
MEGAFONI. Molte le rivendicazioni urlate al megafono ma nessun disordine, diverse difficoltà, invece, per gli automobilisti costretti o a rallentamenti o a scegliere percorsi alternativi per raggiungere ad esempio la Riviera Berica, visto che viale Risorgimento è rimasta isolata per quasi un'ora.
DISAGI. «Inevitabile, lo scopo delle mobilitazioni è proprio quello di creare scompiglio», fa notare Claudio Sartori del comando della Polizia municipale, spiegando che ieri erano «ventidue gli agenti più un paio di ufficiali, impegnati a chiudere e successivamente aprire le strade una volta passato il corteo per limitare il più possibile i disagi alle auto incolonnate». E non sembra finita qui. Per gli studenti quello di ieri è stato il primo gesto dimostrativo che li ha visti disertare i banchi. Prossimi appuntamenti: il 15 ottobre per un'altra presa di posizione nazionale contro le politiche di austerity promossa dagli Indignati italiani.
Anna Madron
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1 MarcoRanda 08/10/2011 11:33 516 commenti
Non serve bloccare qualche ora la città.... Imparate dagli Spagnoli!